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Fonte: http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=2005&ID_sezione=339&sezione=News

9/2/2011 - IL CASO

"Abbattiamo i cani non adottati"
Idea choc della sorella di Tremonti

Animalisti scatenati sui siti internet contro la consigliera di Cantù

 

Il canile di Mariano Comense costa troppo al Comune di Cantù (Como) e la consigliera di minoranza Angiola Tremonti, sorella del ministro delle Finanze, propone l'abbattimento dei cani meno desiderati. «Si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare» ha detto la consigliera.

Animalisti scatenati contro la soluzione drastica figurata dalla Tremonti riguardo ai costi sostenuti per la gestione del canile consortile di Mariano Comense, alla cui gestione Cantù contribuisce con 50 centesimi all’anno per residente, pari a 18.000 euro. L’uscita della Tremonti sul quotidiano La Provincia ha subito provocato la reazione anche dei gestori del canile, che hanno parlato di «idea paranazista» e sulle gabbie dei cani potenzialmente abbattibili è comparso un cartello: «Tremonti: io voglio vivere».

Oggi è stato un fiorire di prese di posizione di animalisti e associazioni di protezione animali, oltre che un fioccare di commenti poco lusinghieri sui siti internet. La diretta interessata non ha fatto retromarcia, ma ha cercato di ampliare il discorso: «Non possiamo uccidere tranquillamente i polli da mangiare e scandalizzarci per i randagi da sopprimere, che portano malattie».

 

Il commento

In alternativa all'abbattimento dei cani randagi quale fonte di finanziamento per il sostegno delle famiglie canturine bisognose, con genuino spirito federalista propongo alla competente Giunta comunale l'introduzione di una tassa sulle teste di minchia: lascio all'arguzia del lettore intuire chi potrebbe essere, nel caso di specie, il/la contribuente con la più elevata base imponibile della ridente città lombarda.

Maurizio Gasparello