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A quando il club dei debitori?
di Maurizio Blondet -
18/12/2011
Fonte:
rischiocalcolato
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“Abbiamo una bomba
atomica da agitare in faccia a tedeschi e francesi: dire loro semplicemente
che non paghiamo. Il debito è la nostra arma e dobbiamo usarla per imporre
condizioni migliori, perchè è la recessione stessa che ci blocca
nell’adempiere l’accordo europeo di rigore di bilancio”. (Lo ha detto Pedro
Nuno Santos, vicepresidente del partito socialista portoghese.)
E inoltre: “E’ inconcepibile che i paesi periferici non facciano quel che
fanno il presidente francese e la cancelliera tedesca: devono unirsi”.
Finalmente qualcuno l’ha detto.
Qualcuno s’è ricordato del detto americano: “Se devi alla tua banca 10 mila
dollari, hai un problema. Se le devi 10 milioni di dollari, è la banca ad
avere il problema”.
Peccato che la voce venga dal Portogallo, paese piccolo e di poco peso,
ancorchè la sua economia stia colando a picco (contrazione del 3 per cento
del Pil) sotto la terapia rigorista. La voce dovrebbe venire dall’Italia, il
peso massimo dei debitori, quello che veramente farebbe tremare le gambe
alle banche tedesche se minacciasse di fare default. E ancor più se si
mettesse a capo della coalizione dei debitori, con Spagna e Portogallo,
Grecia e Irlanda, formeremmo un blocco di tutto rispetto.
Il Portogallo non fa abbastanza paura ai creditori. L’ultimo prestito che
sta ottenendo dal Fondo Monetario e dalla UE ammonta a soli 78 miliardi di
euro. Una cifretta, per la quale il governo portoghese sta aumentando
l’orario lavorativo a 42 ore, mentre ha già tagliato gli stipendi dei
pubblici dipendenti del 16 per cento. Se avesse a fianco Roma e Madrid, il
discorso sarebbe diverso. In questo momento, il debito, da elemento di
debolezza, si può trafsormare in forza. Ovviamente, l’Italia non si metterà
a capo del club dei debitori: Mario Monti ci è stato messo sul gobbo apposta
per questo, per assicurare i “mercati” e le banche che continueremo a
servire il debito a forza di lacrime e sangue. Anche se il debito pubblico è
ormai impagabile. Il che significa: mesi ed anni di lacrime e sangue, e alla
fine fare default lo stesso.
Interessante il fatto che il portoghese che protesta sia un socialista.
Perchè in Francia, anche il ben più importante socialista Francois Hollande
(che probabilmente soffierà la poltrona a Sarkozy, vincendo le
presidenziali) ha promesso che rinegozierà l’accordo con la Merkel, perchè
viola la sovranità francese e soprattutto impone perpetua austerità senza
offrire una via d’uscita dalla crisi. “Occorre crescita”, ha detto Hollande.
Anche più interessante, financo la sinistra tedesca leva la voce. Oskar
Lafointaine, capo della “Linke”, ha criticato il metodo di “dumping
salariale” con cui il governo tedesco attuale ha conquistato competitività a
danno dei concorrenti europei, ed ha accusato Merkel e Sarkozy di aver
trascinato la Grecia in una spirale discendente, ed ora di stare applicando
le stesse “politiche demenziali” all’intera Europa.
Insomma, in Europa le sinistre stanno prendendo posizione contro le
austerità inutili. E la sinistra italiana che fa? Sostiene Monti.
Come al solito, perde il treno della storia. E si suicida.
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