Marco Cedolin
La distanza siderale che separa il "mondo
dorato" in cui alligna la
classe politica
ed il paese reale dove i cittadini si dibattono fra paure, incertezze
e problemi (spesso più grandi di loro) di svariata natura, sta
facendosi ogni giorno che passa più siderale.
La politica del nostro tempo vive esclusivamente
di autoreferenzialità e ha ormai perso irrimediabilmente la capacità
di rapportarsi con quella gente che a scadenze fisse è chiamata a
delegare, gettando una
scheda nell'urna,
il proprio rappresentante. Un personaggio di "plastica" il politico,
telegenico e dai modi accattivanti che si rapporterà con lei solo
attraverso lo schermo TV, dove parlando a nome di tutti coloro che lo
hanno votato (e perciò dello stato e della legalità) annuncerà
immancabilmente decisioni deputate ad accrescere i problemi, le paure
e le incertezze di cui sopra.
Quando la misura è
colma, e negli ultimi mesi sta accadendo sempre più spesso, i
cittadini scendono in strada, domandando un confronto e pretendendo
delle risposte. Ma la classe politica non ha risposte e non possiede
neppure l'umiltà necessaria per scendere dal suo mondo dorato ed
entrare nel merito dei problemi delle "persone normali", problemi il
più delle volte da lei stessa generati.
Ecco allora che
l'unica risposta plausibile per chi vive fra auto blu, festini alla
coca nei salotti che contano, rotocalchi televisivi, tangenti ormai
legalizzate sotto forma di consulenze e panegirici autoreferenziali,
consiste nel lasciare spazio allo strumento che più di ogni altro
risulta in grado di essere convincente, senza oltretutto permettere
alcuna replica.
Il manganello....
Manganellate in Val di Susa, dove i cittadini che si oppongono ad un'opera devastante ed economicamente disatrosa non hanno mai visto gli uomini politici di riferimento "uscire" dalla TV per fornire spiegazioni ed intavolare un confronto, ma in compenso hanno sentito la gragnuola di manganellate sulle loro teste, finendo spesso e volentieri all'ospedale.
Manganellate
a Terzigno,
dove la popolazione destinata a venire avvelenata da una discarica
abusiva sotto il controllo dello stato non hanno mai avuto l'onore di
vedere scendere fra loro un qualche politico fra quelli che hanno
deciso di annientare il loro futuro. Ma tutte le notti vedono scendere
i manganelli, in un'escalation di violenza durante la quale la polizia
ha ormai violato qualsiasi regola propria di uno stato civile.
Manganellate a
Cagliari, dove i pastori ridotti sul lastrico, con le proprie case e
le proprie aziende ormai all'asta, domandavano un confronto con la
giunta regionale. Ed hanno ricevuto in cambio bastonate e lacrimogeni
lanciati in maniera criminale ad altezza uomo. Con la risultante che
Roberto Fresi, pastore di Sassari, oltre alla casa rischierà di
perdere anche un occhio.
E ancora manganellate sugli operai che
protestano per essere stati messi in mezzo ad una strada, manganellate
sugli studenti che domandano perché sia negato loro un futuro.
Manganellate
sugli ambulanti
che occupano la tangenziale chiedendo spiegazioni (e non ricevendole)
in merito alla direttiva Bolkestein (firmata in segreto) che metterà a
rischio il mestiere che offre loro da vivere.
Manganellate ai tassisti, agli allevatori, ai
precari. Manganellate
a Chiaiano,
ad Acerra, a
Vicenza e in molte altre occasioni che sicuramente abbiamo
dimenticato.
Manganellate non
contro teppisti, violenti o facinorosi, ma contro semplici cittadini
che legittimamente chiedono conto di decisioni che hanno rovinato e
rovineranno loro la vita.
Manganellate ordinate
da chi ha paura di uscire dalla TV, da chi rifugge ogni confronto, da
chi ritiene che una volta blindata la rappresentanza in parlamento il
manganello rappresenti l'unico strumento di confronto con il
cittadino.
Resta solo da
domandarsi se questa consorteria ormai imprigionata nei pixel del
teleschermo, pensi veramente di delegare alle forze dell'ordine e al
manganello, la ricomposizione di tutti i disastri che sta creando nel
paese. Manganellare chiunque osi alzare la testa e far sentire le
proprie ragioni, restando nascosti nelle stanze del potere, potrà
anche essere una strategia che paga, ma sicuramente solo nel breve
termine. Quando ad alzare la testa saranno in troppi ed i manganelli
non basteranno più non resterà loro che uscire dalla TV, dove il mondo
sta tornando in bianco e nero ed anche i vip delle politica
riacquistano la natura di esseri umani. Che soffrono, piangono,
lottano e sono tenuti a dare risposte.
