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Monti, Napolitano e il terribile sospetto
di Marco Della Luna -
19/12/2011
Fonte:
Marco della Luna blog
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Per la prima volta il paese vive intensamente, sempre più intensamente, il
terribile sospetto di essere tradito dal suo governo in carica, col
presidente della Repubblica che appoggia gli atti politici del medesimo
governo e ne co-assume quindi le responsabilità morali, politiche e
giuridiche. Tradito in favore di potentati finanziari privati e predatori,
causa e beneficiari dell’attuale dissesto, e degli interessi di una Germania
sopraffattrice che strumentalizza le istituzioni europee nel proprio
egoistico interesse, sfruttando il fatto di essere il paese più potente, con
grossi avanzi commerciali, finanziatore di altri (Francia), quindi in
condizione di dirigere il gioco dell’UE a proprio comodo.
Berlusconi poneva platealmente problemi di rapporti con la mafia, di
corruzione politica e morale, se non addirittura di perversione o
psicopatia, ma non di fare una politica intesa a danneggiare
programmaticamente l’Italia per favorire lo straniero. Mai un governo aveva
suscitato questo problema come problema centrale, nemmeno il precedente
governo di uomini della Goldman-Sachs, che però aveva lavorato per arrivare
dove siamo oggi. In realtà tutti i governi hanno applicato le ricette
dettate dalle mendaci dottrine neoliberiste e neomonitariste, i dogmi della
liberalizzazione finanziaria, della finanziarizzazione dell’economia, e
della riduzione della spesa pubblica come mezzo di risanamento – con tutto
quanto ne è derivato. Quindi tutti i governi, consapevolmente o no, hanno
lavorato in questo senso. Però solo oggi divengono percepibili a vasti
strati sia i meccanismi azionati, che le intenzioni e i tornaconti. E solo
oggi, in parlamento, in politica, nei mass media, si dà voce al sospetto che
sia in atto un vero e proprio tradimento del paese da parte di chi ne ha
assunto la guida, anche in relazione alla sua storia concreta, legata a
Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg e Trilateral Commission, cioè alla cupola
mondiale dei poteri finanziari forti.
Di fatto, in una situazione di recessione in atto e dovuta non certo a
mancanza di capacità produttiva o di domanda potenziale di lavoro e di
consumi, bensì a carenza di liquidità, il governo Monti sta togliendo quel
poco di liquidità che ancora restava, così da assicurarsi che la recessione
continui e che non se ne esca, e che quindi si crei in breve un’emergenza
occupazionale, soprattutto per i giovani, una recessione sicuramente
superiore al 2%, un calo delle entrate, un avvitamento fiscale. Monti stesso
ha dichiarato che le crisi, le emergenze, sono utili, perché con esse si
possono guidare i popoli verso i cambiamenti desiderati.
E così, a quel punto il governo sarà “costretto” a privatizzare e
liberalizzare sottocosto per poter pagare stipendi e pensioni, e con questa
emergenza potrà semi-regalare i migliori assets nazionali rimasti a quel
grande capitale finanziario di cui è emanazione. Il governo dirà, per
giustificarsi, che il mancato risanamento, per il quale era stato messo al
potere, non è colpa sua, ma dei sindacati e delle lobbies che gli hanno
impedito di attuare per intero il suo programma, e che quindi quelle
categorie di oppositori dovrebbero essere ora punite con maggiori sacrifici.
Alle prevedibili proteste della società civile, è prevedibile come risposta
un giro di vita autoritario e poliziesco.
Perciò io oggi dico: Monti, siccome con ciò che stai facendo sai bene che
incontrerai forte opposizione sociale e lobbistica, se non sei sicuro di
riuscire a risanare e rilanciare il paese, con tutti i tuoi geniali
interventi, dillo ora, poni le condizioni ora, per andare avanti, in modo
esplicito e chiaro: domani non sarai credibile. Così chiamerei il suo bluff.
I capi partitici lasciano che il governo proceda con la sua azione, perché
il governo riempie di nuove tasse la loro mangiatoia (“Qui sono tutti
malviventi” dice l’on.le Razzi), e perché pensano di evitare di assumersi
direttamente la cruenta responsabilità delle misure impopolari, e contando
così di salvare il rapporto con l’elettorato. Forse non riflettono che
perderanno credibilità e legittimazione tanto nel caso che Monti risani e
rilanci – perché si dimostrerà che essi sono incapaci mentre i tecnici sono
capaci – quanto nel caso, secondo me certo, che metta il paese in ginocchio:
in tale caso, infatti, essi avranno la colpa di avergli consentito di
rovinare e assoggettare gli Italiani.
Perciò ai politici che lo sostengono, direi: lasciate i vostri partiti,
mollate i vostri segretari-padroni, fondate assieme alla Lega Nord e alle
forze della (vera) sinistra non rappresentate in parlamento un parlamento
popolare non bancario, alternativo. Chi oggi e domani vota Monti, quando il
bubbone scoppierà, non potrà far finta di non aver capito ciò che Monti sta
facendo oggi, non potrà dire di averlo aiutato in buona fede. Persino un
grande leader sindacale ha detto che la manovra Monti la poteva fare anche
suo zio, che non sa un tubo di economia: hanno composto un governo di
accademici solo per far credere eccellente e scientifica una manovra
economica di deliberata recessione. Quindi, al contrario, chi per tempo si
sarà dissociato da questo governo, e avrà denunciato la sua policy, quello
potrà divenire un beniamino della nazione. |
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