Marco Cedolin
Nessuno avrebbe potuto
nutrire qualche dubbio in merito al sostegno offerto dal quotidiano
Repubblica al decreto sulle liberalizzazioni, dal momento che il
giornale di De Benedetti riveste il ruolo di supporter mediatico
dell’usuraio Mario Monti, vero e proprio capofila del giornalismo
d’accatto al servizio
delle banche e della finanza.
A stupire pertanto non è la vile condiscendenza con cui sulle sue
pagine viene trattato l’argomento, bensì il vero e proprio linciaggio
mediatico al quale sono stati sottoposti stamane i tassisti che
protestano nel tentativo di difendere il proprio posto di lavoro, che
la stampa politicamente corretta è usa definire privilegio.
Sul sito web del quotidiano campeggiano titoli come “Rivolta
selvaggia” e “Violenze contro le auto circolanti”…….
mentre viene dato il massimo
risalto ai disagi (a detta dei vari pennivendoli drammatici) ai quali
sono andati incontro gli sventurati clienti. E al contempo viene
pubblicizzata una fantomatica protesta degli utenti su twitter,
costituita dalle discussioni nate sul social network fra clienti
scontenti e tassisti arrabbiati, riportando i testi delle discussioni
più utili a fomentare una guerra fra poveri.
Proprio la guerra fra poveri e l’ormai abituale (accadde già ai tempi
del decreto Bersani) criminalizzazione dei tassisti sembrano essere i
veri obiettivi di Repubblica, che per l’occasione sputa veleno in
quantità industriale.
Ogni genere di protesta sociale, dal NO al TAV, agli operai in fase di licenziamento, ai cittadini che verranno asfissiati dall’inceneritore, ai tassisti che saranno costretti a dare da mangiare pane e Monti alla propria famiglia, determina un qualche tipo di disagio.
E non potrebbe essere
altrimenti, dal momento che in questo disgraziato paese, dove i
cittadini che cercano di fare valere i propri diritti ricevono
sistematicamente manganellate e lacrimogeni in faccia, l’unica
“strada” rimasta per far sentire la propria voce è quella del blocco
della circolazione (diretto o indiretto che sia) con conseguenti
disagi per tutti gli altri cittadini.
Proprio all’interno di questo contesto, i pennivendoli di esperienza
sanno come muoversi, affinché le fiamme della guerra fra poveri
spengano ogni vagito di ribellione.
Cittadini criminali senza cuore quando scioperano o bloccano una
strada per difendere il loro futuro, e cittadini assurti al ruolo di
eroi quando protestano perché costretti a perdere tempo prezioso
imbottigliati nel traffico. Eroi fino a quando? Senza dubbio fino a
quando non accadrà anche a loro di dover difendere il proprio posto di
lavoro o la propria salute, nel qual caso trasmuteranno in un
battibaleno allo status di criminali senza cuore che vivono di solo
egoismo.
Ma dal momento che
l’istigazione alla guerra fra poveri non può limitarsi a produrre
solamente indignazione momentanea e oltretutto i clienti dei taxi sono
in fin dei conti una parte minimale della popolazione, Repubblica
offre altre perle, finalizzate a fomentarla in un ambito più ampio ed
articolato.
Le liberalizzazioni, stando ai titoli del quotidiano al servizio
dell’usura, garantiranno l’aumento di un punto e mezzo di Pil (cosa
aspettate a fare la ola?) e un risparmio di 900 euro l’anno. Il tutto
certificato da Ezio Mauro, statene certi, il bengodi del futuro sta
arrivando ad alta velocità, avete già comprato il biglietto?
