Papaveri e papere
di Gianni Petrosillo -
07/02/2012
Fonte:
Conflitti e strategie [scheda fonte]
Il
posto fisso è noioso, dice il prof scendo dai Monti. Il fesso di governo,
invece, non è affatto divertente, sostengono tutti gli italiani. Rincara la dose
la d.ssa Anna Maria Cancellieri che affibbia ai giovani l’epiteto di mammoni. E’
sempre meglio la mamma che dover rendere conto ai mammasantissima dell’apparato
dai quali dipende la lunga carriera nelle istituzioni dei papaveri e delle
papere di Stato col collo piegato. Già, perché la Cancellieri avrà saputo ben
coltivare rapporti e relazioni politiche per fare incetta d’incarichi,
investiture ed onorificenze. Costei è Capo degli Interni ma da come si esprime
dobbiamo pensare che lo sia anche degli internati usciti di senno. Ovvio che ci
vuole impaperare tutti coi suoi beccamenti selvaggi che alimentano gli
starnazzamenti generali al fine di coprire problemi molto più seri, soprattutto
quando aggiunge “basta con la cultura del posto fisso”. Attenti che questi qui
ci vogliono distrarre con le battute e gli annunci, mentre ci mettono le mani
nel portafoglio, falciandoci il futuro. Comunque, per noi quella
dell’occupazione stabile è ormai soltanto cultura mentre per lorsignori è un
fatto consolidato, in quanto anche la Signora, come altri suoi colleghi del
governo, è un’ex funzionaria del pubblico posto assicurato. Ma dove è andata a
finire la sobrietà di questi esimi tecnici? Vero Professoressa Fornero?
Quest’ultima, docente di economia, pur essendo piemontese applica alla
perfezione il detto napoletano i figli so’ pezzi ‘e core. Sua figlia,
infatti, lavora nella stessa Università dove insegnano sia lei che il marito. La
famiglia è sempre la famiglia, altra regola parentale ferreamente seguita dai
genialoidi esperti innanzitutto di genealogia, sempre a vantaggio dei propri
congiunti. Legge da facce bronzee che definiremo elegantemente, al fine di non
urtare la loro suscettibilità accademica, caduta tendenziale del saggio di stile
e di sobrietà. La situazione però comincia davvero ad essere grottesca e
stucchevole, ed infatti la Ministra del Lavoro, che per pudore almeno in questa
circostanza avrebbe dovuto defilarsi e tacere, ha anzi proseguito così: “Uno
degli scopi di questo governo è spalmare le tutele su tutti”. Detto
altrimenti, toglierle a quasi tutti quelli che sono incapaci di difendersi per
garantirle a pochi eletti, parassiti e usurpatori delle casse pubbliche,
rendendo la miseria più diffusa in una Penisola già ridotta con le pezze sul
sedere. Mai nulla a danno dei noti prepotenti, dai banchieri alla classe
dirigente sempre più arroccata dietro ai suoi intollerabili appannaggi, che ci
hanno portati sul lastrico. Eppure questi sapientoni dovrebbero sapere che i
nostri connazionali continuano ad essere un popolo di emigranti altro che
attaccati alla gonnella di mammà. Sotto questo aspetto in Europa siamo secondi
unicamente alla Romania, senza contare la migrazione interna da sud a nord che
non si è mai fermata, soprattutto dagli anni del boom. Ma i papaveri son alti,
alti, alti e vedono il mondo troppo piccolino per immedesimarsi con le
disavventure di chi vive in basso. Tuttavia, i membri dell’esecutivo con tali
dichiarazioni cadono ancor più in basso mettendosi a portata di suole. Che non
tarderanno a farsi dolorosamente sentire perchè non ci vuole la laurea per
cacciarli a pedate.