Marcello Pamio
Tratto dal libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” di
Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni
Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette
“tecniche di manipolazione mentale”, in una società quasi completamente
controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per
fortuna il libro scritto dall’avvocato e psicologo Marco Della Luna
assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto.
Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e
propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei
diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà”
e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti,
soprattutto le loro coscienze. Forse non capiscono. Forse fanno finta di
non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo
non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate
proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri
Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia.
“Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo”
Johann Wolfgang von Goethe.....
Dire alle persone che esse sono prigioniere di un sistema è pericoloso e
controproducente perché può scatenare rivolte e ribellioni, mentre
convincere gli stessi prigionieri di essere liberi e in democrazia,
elimina ogni forma avversa e ogni tentativo di evasione.
Il titolo di un libro[1] del gesuita Anthony De Mello, a tal proposito è
interessante, perché se un’aquila, che potrebbe tranquillamente volare
libera nei cieli, cresce con la convinzione di essere un pollo, rimarrà
per sempre dentro il pollaio. Avrebbe la possibilità di volarsene via,
di spiccare il volo, ma tale potenzialità (castrata dalla società
intorno) rimarrà latente per il resto della vita o almeno fino al
“risveglio”
Lo aveva perfettamente compreso Edward Bernays, tecnico della
propaganda, che nel suo saggio Propaganda del 1929, spiega come sia
stato proprio l’avvento delle forme di governo democratico e delle
cosiddette libertà individuali, assieme all’industrializzazione, a
produrre la necessità oggettiva (da parte della politica e
dell’economia) di governare, cioè manipolare dall’alto il pensiero e il
comportamento delle masse, sia come elettori che come consumatori.
Questo è il motivo per cui oggi la manipolazione mentale è divenuta una
tecnologia e una scienza, nella quale si investono molti più denari che
in tutti gli altri campi della psicologia. Non solo, la manipolazione è
essenziale e strutturale nella vita quotidiana del mondo in cui viviamo,
e se non ci credete leggete fino alla fine.
In un siffatto scenario, dove libertà e consapevolezza sono sempre più
minacciate, è indispensabile conoscere gli strumenti che le attaccano.
Solo conoscendo possiamo difenderci.
L’importanza dell’informazione.
L’importanza dell’informazione è fuori da ogni discussione. Informare,
lo dice il nome stesso che deriva da “in-formare”, cioè dare forma. Ma
dare forma a cosa, se non alle coscienze? Non a caso, tutte le grandi
dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di
comunicazione (mass-media), proprio per plasmare le menti e coscienze
delle persone.
Oggi la maggior parte della comunicazione mira non ad informare
oggettivamente, ma a influire nella psiche, sui gusti, sulle decisioni
delle persone, dei consumatori, dei risparmiatori, degli elettori, ecc.
La totalità delle persone, educata dalla tivù alla passività e pigrizia
mentale sin dall’infanzia, non sviluppa la capacità di mantenere
l’attenzione autonomamente, se non è emotivamente coinvolta. I
manipolatori questo lo sanno bene e per veicolare le loro informazioni
(commerciali, politiche, economiche, ecc.), mantengono viva l’attenzione
della gente, agendo direttamente nell’emotività. Questo si chiama
intrattenimento.
Il paradosso è che sono le persone stesse che esigono di essere
intrattenute e non informate, e ovviamente il Sistema le accontenta:
informa (a modo loro) attraverso l’intrattenimento.
L’importanza dei mezzi di comunicazione, come detto prima, è enorme. Ai
fini della governabilità, soprattutto nelle società basate sul consenso,
è indispensabile limitare, ma anche controllare e orientare
l’informazione, la costruzione della rappresentazione illusoria del
mondo e da cui dipende la produzione e gestione del consenso.
L’informazione proprio per questi motivi, è controllata in modo
strettissimo: pochissime agenzia di stampa, di proprietà rigorosamente
privata e bancaria, forniscono le informazioni alla quasi totalità dei
media (giornali, telegiornali, radio e internet).
Rilassamento e distrazione per meglio controllare.
Il rilassamento è la più semplice tra le condizioni mentali che
aumentano la suggestionabilità. Tale stato si può indurre facendo in
modo che le persone si stanchino fisicamente e mentalmente, oppure
tediandole con compiti e discorsi ripetitivi o distraendole con stimoli
erotici e/o sessuali (donne bellissime seminude che presentano un
programma o vendono un prodotto, ecc.). Anche la musica ha la sua
importanza, perché può essere molto dolce per cullare o al contrario
usare frastuoni per stordire letteralmente le persone.
Se ad un pubblico rilassato (davanti alla tivù) si somministra una
storia con determinati contenuti (la classica storia che si vede nei
programmi d’intrattenimento), si ottiene l’induzione di una trance,
nelle quale è facile poi operare suggestioni e impianti mentali.
La distrazione è indubbiamente la strategia principe messa in atto dai
mezzi di comunicazione di massa.
Tecnicamente il distrarre l’attenzione cosciente (quindi l’azione
dell’emisfero cerebrale dominante) di una persona assorbendola in
qualche attività o distraendola con notizie e informazioni assolutamente
inutili, lascia il subconscio (o l’emisfero non dominante) sguarnito del
suo presidio critico, rendendo possibile l’instillazione di suggestioni,
immagini, storie, ecc.
Tutto quello che viene veicolato media (tivù, giornali, telegiornali e
radio) in virtù del controllo capillare che esiste, è totale distrazione
di massa.
Le telecamere e le luci dei riflettori vengono indirizzate su
problematiche del tutto inutili per noi (la casa del partito di governo,
i rom, gli stupri, delinquenza, l’assassinio in famiglia, ecc.), ma
estremamente funzionali per il Sistema, che in questa maniera non
fornisce le Vere informazioni e notizie. Riempiono, per così dire, il
palinsesto mediatico, per riempire il nostro cervello con spazzatura,
idiozie, gossip, e altre stupidità amene. Una volta raggiunto il limite
non c’è più spazio per le cose importanti.
Obbedienza al Sistema.
Ogni establishment che si rispetti, ha il suo arsenale di mezzi di
dominazione, il cui fine ultimo è quello di produrre compliance, cioè
obbedienza, conformazione da parte delle persone. Dominare gli altri
significa ottenere la loro compliance, più o meno volontaria.
Naturalmente è meglio se volontaria, cioè ottenuta con la manipolazione
(illusione, persuasione, intidimidazione o condizionamento), anziché
imposta con la forza (dittature, colpi di stato).
La scuola.
La scuola è il mezzo primario per la manipolazione culturale e mentale.
Impadronirsi dei bambini per formarli e condizionarli è nell’agenda di
ogni Stato, totalitario o liberale e democratico che sia. Abituare i
bambini, attraverso l’esecuzione ripetuta per anni degli ordini degli
insegnanti, a seguire gli ordini delle autorità; abituarli alla
sistematica gratificazione, all’assenza di regole e di confronti con la
realtà, sforna creature incapaci di auto-disciplina, completamente
dipendenti e incapaci di organizzarsi. Bambini siffatti, saranno adulti
corrotti e dipendenti dall’esterno, quindi più facilmente manipolabili.
Nelle scuole, da una parte l’insegnamento delle materie fondamentali è
concepito in modo di prevenire proprio il formarsi di una visione
d’insieme (storia e scienza sono due banali esempi), dall’altro si cerca
che le nuove generazioni non dubitino mai che il sistema di potere sia
democratico e legittimo.
A tal proposito, il linguista statunitense Noam Chomsky scrive: “siccome
nelle scuole non insegnano la verità circa il mondo, le scuole devono
ricorrere a inculcare negli studenti propaganda circa la democrazia. Se
fossero realmente democratiche, non vi sarebbe bisogno di bombardarli
con banalità circa la democrazia”
La conformazione e indottrinamento del popolo statunitense è l’esempio
perfetto. Il giorno a stelle e strisce inizia con l’alzabandiera,
prosegue con il canto dell’inno nazionale, le preghiere collettive e le
esaltazioni patriottiche. Tutta questa “democrazia” e “libertà” del
popolo fanno degli USA, non a caso, il paese più guerrafondaio del
pianeta!
Viene da sé che nelle scuola non possono insegnare la verità, perché la
Verità renderebbe gli uomini liberi!
Non stupisce quindi trovare scritto negli attuali sussidiari scolastici,
commenti sulle straordinarie proprietà degli alimenti transgenici (OGM),
e come risolveranno per esempio la fame nel mondo. Questa è la più
becera e deleteria propaganda di Regime: facendo crescere i bambini di
oggi con simili falsità (facilmente dimostrabili), sarà molto più facile
da adulti condizionarli, e questo è solo un banale esempio.
Mentre la nostra società deve comporsi non di uomini liberi, ma di una
massa di lavoratori-consumatori-elettori alla base, e un piccolissimo
gruppo o strato superiore, di dirigenti, figli di imprenditori, politici
e banchieri. Solo questi ultimi vengono portati ad un livello di
conoscenza privilegiato che consentirà loro di continuare a dirigere la
società e mantenere il potere stabilito.
La neuroscienza.
Per fare luce sulla manipolazione mentale e come questa viene messa in
atto ogni giorno è necessario avere delle nozioni sulle funzioni
primarie del nostro cervello.
Il cervello è formato da due emisferi: destro e sinistro. Entrambi
processano e analizzano gli stessi dati, la differenza sta nel fatto che
l’emisfero di sinistra processa in maniera lineare o sequenziale, quello
di destra invece processa i dati simultaneamente. Non solo il destro
essendo muto (il centro del linguaggio è a sinistra) deve affidarsi
all’emisfero sinistro perché gli fornisca spiegazioni plausibili,
ragionate, in vista delle decisioni da prendere sulla base del materiale
(immagini, suoni, ecc.) processato a ogni istante. In pratica tutto deve
passare per il sinistro.
Siamo cresciuti con la credenza che nasciamo con un certo numero di
neuroni e che questi lentamente muoiono senza ricrescere. Le ultimissime
scoperte della neuroscienza dicono invece che i neuroni incessantemente
formano nuove sinapsi[2] e sciolgono sinapsi vecchie, e in modesta
misura, nel cervello si generano nuovi neuroni, soprattutto in
determinate parti del cervello.
Questo fatto importante si traduce così: l’acquisizione di nuove
conoscenze, abilità, schemi comportamentali, (per esempio apprendere una
poesia a memoria, suonare il pianoforte, ecc.) si attua mediante la
formazione di nuovi circuiti e lo sviluppo vero e proprio nel cervello
delle aree relative. Quindi imparare cose nuove non solo allena il
cervello ma anche crea e sviluppa delle zone cerebrali. Viceversa,
trascurando queste facoltà, si produce la loro decrescita.
Il nostro cervello è in grado di elaborare una mole incredibile di
informazioni: oltre 400 miliardi di bits ogni secondo, ma siamo
consapevoli di soli 200 bits. In pratica siamo consapevoli di mezzo
miliardesimo di ciò che avviene e giunge al nostro cervello!
Da questo punto di vista, possiamo, con un certo sforzo e impegno,
esercitare e coltivare la capacità intrinseca di essere consapevoli in
ogni momento della vita, oppure pigramente lasciarci andare facendoci
coccolare e atrofizzare l’encefalo.
Tutta l’industria dello spettacolo e del divertimento (discoteche,
alcol, droga, ecc.) lavorano intensamente per rendere piacevole proprio
questa lenta ma insesorabile atrofizzazione; dall’altra parte la
politica scolastica mira a renderle legittime agli occhi dei più
giovani.
Il tutto perché una popolazione di persone etero-dirette (atrofizzate
nel cervello e nella coscienza) è molto più gestibile di una popolazione
di persone auto-dirette.
L’altra cosa importante necessaria per comprendere il quadro generale è
che la maggior parte delle cose che facciamo nella nostra vita, da
mattina fino a sera, le eseguiamo inconsciamente. Nel farle, non solo
non siamo coscienti di essere coscienti, ma non siamo nemmeno coscienti
di farle. Questo processo incredibile sarà chiarito con l’esempio degli
acquisti nei supermercati.
Ricapitolando il nostro inconscio registra ed elabora molti più dati di
quelli di cui siamo consapevoli: il processo di elaborazione verbale, di
ragionamento, di coordinamento sensori-motorio, mentre parliamo
(scriviamo o guidiamo l’auto o suoniamo il pianoforte o giochiamo a
calcio) è non solo interamente, o quasi interamente, subconscio, ma è
anche immensamente più veloce della coscienza.
Se è vero, come è vero, che il novanta per cento di quello che facciamo
viene gestito inconsciamente, mettere le “mani” in questa parte oscura
della nostra mente, significherebbe avere un potere enorme di controllo…
Il senso di impotenza.
Un'altra strategia, strettamente interconnessa con il tema del
controllo, è la gigantesca campagna mediatica che inculca il senso di
impotenza. Un vera e propria operazione pianificata che sta facendo da
una parte assuefare a sentirsi impotenti, e dall’altra desensibilizzando
alla violenza, spegnendo ogni reattività emotiva.
Come viene attuato tutto ciò? Bombardando di immagini e notizie violente
(assassinii, stragi, eccidi, distruzioni, brutalità) senza che avvenga
alcun intervento e/o cambiamento per porvi fine. Perché lo fanno?
Assuefacendoci ad accettare l’illegalità, il degrado, il furto, il
crimine, l’insicurezza del territorio, le bande, l’immigrazione
selvaggia, ecc. come cose inevitabili e irrisolvibili, e
contemporaneamente non lasciando il tempo di pensare e riflettere,
subissandoci di infiniti, incalzanti, estenuanti adempimenti: fisco,
contributi, tasse, tariffe, bolli, revisione caldaia, auto, ecc., non è
possibile per noi capire cosa sta realmente accadendo, e soprattutto non
è possibile organizzarci di conseguenza.
Il senso di impotenza, grazie ai mezzi di comunicazione di massa sta
contagiando la società occidentale in maniera capillare, le persone
oramai sono completamente apatiche e prive di volontà di cambiamento.
Per quale motivo dovremmo cambiare noi stessi e la nostra vita, se non
vediamo la luce, se le aspettative sono assolutamente nere? Questo però
blocca e paralizza le coscienze di milioni di persone totalmente in
balia del Sistema.
Cognizione e comportamento.
Abbiamo visto prima che la scuola è strutturata per condizionare
culturalmente e socialmente i bambini. Bisogna sapere che già nella
prima infanzia ci creiamo falsi sistemi di convincimenti circa la realtà
che ci circonda, gli aspetti che più ci toccano (rapporti con i
genitori, le figure di potere da cui dipendiamo). Dal punto di vista
psicologico, questi sono sistemi falsi, censurati, distorti non conformi
alla realtà stessa, al fine adattativo di evitarci angosce e conflitti
con certi aspetti della realtà, facendoci vivere in una realtà
soggettiva modificata, resa compatibile con i bisogni e le difese della
nostra psiche e con l’esigenza di mantenerci in accordo con le persone
da cui dipendiamo.
Certe pratiche di manipolazione, si agganciano (se ovviamente ben
congegnate) proprio a questi meccanismi, alle distorsioni e rimozioni
che sono i loro prodotti e che interessano soprattutto il campo della
paura, aggressività e sesso.
I manipolatori (che possono essere religioni, sette, marketing e
politica) costruiscono su di essi l’adepto, il cittadino, il
consumatore, il lavoratore.
Alle figure di potere genitoriali subentrano o si associano, quelle
politiche, governative, giudiziarie, ma anche testimonial della reclame!
Pubblicità.
La pubblicità commerciale nasce negli Stati Uniti negli anni ’20 per
produrre, dirigere, sostenere la domanda di beni e servizi prodotti in
massa dagli impianti manifatturieri. In seguito, dalla metà degli anni
’50, la produzione, l’offerta di beni, superò di molto la domanda, per
cui la pubblicità iniziò a indurre la gente a massificare i consumi,
creando veri e propri bisogni. Il tutto per vendere prodotti.
In seguito si è arrivati in cui la produzione supera il potere di
acquisto, il reddito. Questa situazione è socialmente ed economicamente
gravissima, perché gli investimenti attuati per la produzione sono a
rischio perché la produzione non sarà comperata. Da qui il rischio di un
crollo sistematico e da qui la nascita delle forme di ampliamento del
potere di acquisto, ampliando l’accesso al credito: carte di credito e
di debito!
Negli anni ’90 il marketing diventa “one-to-one”: la personalizzazione
dei prodotti e dei servizi, permessa dall’informatica e l’elettronica,
consente di tracciare il singolo cliente in modo tale dal lanciargli gli
stimoli personali e mirati. Stiamo parlando di pubblicità
personalizzata, ben rappresentata nel film di fantascienza “Minority
Report”.
Il marketing pubblicitario, che sia di un farmaco o un cibo, è
indubbiamente il più spietato e certamente scientifico sistema di
condizionamento mentale. Il loro scopo è quello di convincerci a
comprare un prodotto. Per l’analisi delle reazioni e lo studio della
psiche, oltre ai test verbali, il marketing di oggi possiede un ricco
arsenale di strumenti biofisici (frequenza e ampiezza delle onde
corticali, frequenza respiratoria e cardiaca, consumo di ossigeno,
resistenza cutanea, tono muscolare, vasocostrizione periferica, ecc.) in
gradi di misurare il livello di eccitazione e attenzione del soggetto.
La neuroscienza, che in questo ambito potremo chiamare neuromarketing,
ha descritto che l’area encefalica rilevante ai fini della decisione (di
acquisto) è la corteccia prefrontale mediana.
E’ comune pensare allo spot pubblicitario in tivù o su un giornale, come
alla classica pubblicità di una azienda. Niente di più sbagliato. Ogni
parola, colore, carattere, frase, immagine, logo, soggetto usato, ai
nostri occhi inesperti potrà sembra casuale, ma non per i
neuroscienziati che stanno dietro. Questi esperti (psicologi,
psichiatri, sociologi, neuropsichiatri, ecc.) pagati profumatamente, non
creano solo pubblicità, ma veri e propri condizionamenti tali da
produrre determinate associazioni o stati d’animo nella mente dei
destinatari, cioè noi consumatori.
Frequentemente nelle immagini pubblicitarie o propagandistiche vengono
inseriti “embeds”, cioè parole o immagini evocative nascoste, non
manifeste, non coglibili dalla mente conscia, ma ritenute coglibili
dall’inconscio.
Spesso e volentieri queste parole o immagini nascoste sono stimoli
sessuali: parole come “sesso”, “sex”, o immagini di organi sessuali,
donne nude, orge associate al prodotto reclamizzato. Il tutto, da una
parte, per facilitare le scelte di acquisto, e dall’altra, per deviare e
quindi meglio controllare le masse. Interferire nella sessualità delle
persone (come avviene in molti culti religiosi) è un mezzo sicuro ed
efficace per agire sugli strati profondi della psiche!
Se ciò sembra impossibile, le parole del dottor Lechner in merito a
quello che fanno alcuni psicologi e psichiatri nell’ambito
dell’alcolismo, potranno sembrare fantascienza. Con la scusa di aiutarli
a liberarsi dalla dipendenza dall’alcol, raccolgono informazioni su
incubi e allucinazioni che i loro pazienti sperimentano soprattutto
quando sospendono l’assunzione dell’alcol, e le usano per congegnare
pubblicità di alcolici, col presupposto quanto criminoso scopo di
evocare, tramite immagini angoscianti, il bisogno di assumere alcol!
Un’altra tecnica “dolce” di conquista seduttiva, consiste nell’indurre
la convinzione che la nostra libertà sia in pericolo e che si debba
prendere quanto prima una decisione. “Ti stai accontentando? Passa a
Quattro Salti in Padella di Findus”, dice la pubblicità televisiva.
Tradotto: “stai accettando una limitazione alle tue aspirazioni a
mangiar bene? Sei uno sciocco a farlo, perché puoi soddisfarle,
liberandoti dai limiti, passando a Quattro salti in padella! Lo spot non
vuole certo aumentare la nostra libertà, ma all’opposto restringerla,
inducendoci a comprare quel prodotto specifico. Far credere al soggetto
che la decisione deve essere sua e solo sua, è un trucco efficace per
predisporlo a decidere come si vuole che decida, lasciandogli però
l’illusione della libertà.
Il filone centrale della psicologia del marketing sono i fattori
decisionali: Motivational Research, ricerca motivazionale.
La neuroscienza sa che gli uomini non sono consci del perché fanno buona
parte di ciò che fanno. Ecco perché le persone, illudendosi del
contrario, rispondono allo stimolo condizionato del simbolo e non alla
qualità reale.
La pubblicità, la tecnica motivazionale si concentra proprio sulla
manipolazione dei simboli.
I consumatori vengono conquistati mediante suggestioni illogiche, non
mediante la qualità o efficacia del prodotto, e questa è la logica delle
griffes (prodotti spesso mediocri ma venduti a prezzi alti in virtù di
una etichetta-simbolo, quindi esclusivi e per pochi).
Il senso di colpa collegato al piacere di consumi voluttari come
tabacco, alcol, dolciumi, inibisce i consumi, quindi va contrastato
associandolo per esempio a valori positivi (come il medico che fuma, i
nomi alcolici di protesta politica “Fidel”, “Cuba Libre”, calore di
famiglia, quindi etica, per i dolci ecc.).
Rispetto al prodotto artigianale, il bene di produzione di massa viene
spettacolarizzato per trasformarlo in un simbolo. I supermercati, non a
caso, sono luoghi in cui si concentra un potere enorme di emanazione
simbolica, quindi un enorme potere condizionante sulla mente.
I due terzi degli acquisti eseguiti nei supermercati sono voluttuari e
decisi sul posto, sotto l’effetto di stimoli locali, in uno stato
psicofisiologico alterato. Lo ha accertato una ricerca nel 1954 della
DuPont Corporation. Infatti nel supermercato la persona è alquanto
indifesa rispetto alla manipolazione e si trova in una specie di
trappola psicologica, che può essere perfezionata con l’aggiunta di
stimoli musicali e olfattivi.
Tra tutte le categorie di consumatori, la più indifesa è quella dei
fanciulli, nei quali è facile imprimere bisogni, affiliazioni e
abitudini. Inoltre i bambini sono molto più vogliosi di cose nuove e
meno capaci a resistere agli impulsi. Sono il punto cedevole della
famiglia e infatti il marketing punta proprio su di loro per indurre i
genitori a sborsare quattrini.
Con i bambini è più facile suscitare ondate di moda o voghe, che
inducono consumi a valanga di tutto un collegato di prodotti sussidiari
e con funzioni diverse.
La pubblicità mira a modificare il panorama cognitivo, la visione del
mondo, dei valori, dei pericoli o stile di vita, in pratica la
pubblicità è l’industria della creazione dei bisogni immaginari e di
mode!
Messaggi subliminali.
Sono messaggi che vanno ad agire sotto la soglia della coscienza, quindi
non sono percepibili.
La visione umana può percepire una immagine in un filmato solo se essa è
presente almeno in 12 fotogrammi. La Coca-Cola per prima inserì delle
sequenze di fotogrammi più brevi, con contenuto pubblicitario, in alcune
pellicole cinematografiche. Risultato: gli spettatori esposti a tale
pubblicità consumarono il 39% in più di Coca-Cola.
Nel 1978 in molti supermercati americani si diffondevano tramite gli
altoparlanti, a un livello sonoro impercettibile alla parte conscia,
messaggi esortanti a non rubare. Risultato: il taccheggio si ridusse del
36%.
Il presidente Gianni Agnelli in una sua lettera agli azionisti della
Fiat parlava di messaggi subliminali con i quali “sonorizzare” e strani
profumi con i quali “aromatizzare” i propri stabilimenti al fine di
aumentare la produttività e migliorare il rapporto (sottomissione)
lavoratori-azienda.
Anche la frequenza specifica ha la sua importanza. Si è scoperto che le
parole di alcuni telepredicatori sono abbinate ad una frequenza di 7 Hz.
La frequenza del vibrato sembra avere un effetto suggestionante e
alterante sul livello di coscienza e capacità critica. Un’altra
frequenza critica è quella intorno ai 3,5 Hz, cioè la frequenza di
risonanza del cranio umano.
Negli anni ’70 si è scoperto che la musica può indurre la secrezione di
sostanze oppioidi (encefaline, beta-endorfina, ecc.) che hanno una
spiccata azione sulla psiche, euforizzate e anestetica. Quindi la musica
induce decognizione.
Anche la televisione stimola la secrezione delle medesime sostanze.
Associazione e ripetizione.
Una iniziativa oggettivamente poco accettabile come una guerra, una
legge, una tassazione, ecc. può essere resa meno pesante etichettandogli
una denominazione falsa ma semanticamente “buona”, accettabile (lotta al
terrorismo, democratizzazione, liberazione, sicurezza collettiva,
ristrutturazione, guerra umanitaria, missili intelligenti, ecc.) e
ripetendola fino allo stremo in ogni situazione e circostanza.
La ripetizione di un messaggio, uno spot, se diventa pervasiva, se
avviene molte volte al giorno, può far assorbire il contenuto, le
implicazioni del messaggio stesso come se fossero un fatto provato,
anche se non lo sono (“le armi di distruzione di massa di Saddam”, “le
torri gemelle e Bin Laden”, ecc.).
Analogamente applicando denominazioni odiose, repulsive (antisemita,
negazionista, revisionista, antisionista, terrorista, stato canaglia,
ecc.) si può ottenere l’effetto contrario, al fine di colpire,
delegittimare, screditare, criminalizzare le iniziative, le persone, le
idee non gradite.
Il principio è sempre lo stesso: gli input - se si insiste adeguatamente
- tendono a formare schemi inconsci nelle persone.
Questo spiega perché i bambini vengono educati e acculturati in questo
modo. Attraverso la ripetizione ossessiva e sistematica di apposite
suggestioni, attività, esperienze a un modo ben preciso e voluto di
concepire la realtà, la nazione, la storia, l’identità, ecc,
Crescere ripetendo e sentendosi ripetere decine di migliaia di volte
quei messaggi, certamente va a incidere a livello emotivo, cognitivo,
identitario sulla costruzione stessa di quello che poi si sentirà
“reale”, “provato”.
Pensiamo alla nostra società, in cui ogni canale televisivo ha un suo
serial popolare, tanto per fare un esempio di indottrinamento, nel quale
la polizia, la magistratura svolgono un’azione efficace, incorruttibile
a tutela de cittadino, mentre la realtà vede la criminalità sempre più
fuori controllo e le istituzioni sempre più inefficienti. Propaganda
allo stato puro.
Restrizioni linguistiche.
Consiste nell’imporre con diversi mezzi (insegnamento, televisione,
ecc.) di non usare locuzioni o concetti, e di usarne altre in
sostituzione, solitamente più vaghi, imprecisi. “Cieco”, “negro”,
“invalido”, “spazzino“ non vanno bene, molto meglio “non vedente”,
“nero”, “diversamente abile”, “operatore ecologico”. Ma perché tutto
questo? L’inibizione del’uso linguistico e concettuale, alla
formulazione di determinati dubbi (Resistenza, shoà, responsabili
dell’11 settembre, ecc.) è idoneo per impiantare nei giovanissimi un
senso di divieto, di colpa in relazione al pensare certe cose, quindi
educa ad un’autolimitazione del pensiero. Infine un impoverimento
espressivo comporta un impoverimento concettuale!
Modificare le certezze.
Chiunque voglia manipolare una persona, per indurla a comprare qualcosa
o per piegare la sua resistenza a un’azione qualsiasi di persuasione, ha
la necessità di somministrare molti stimoli nuovi e interessanti, in
modo tale che la corteccia prefrontale lavori e si affatichi. Dopodiché
deve sommergerla di dati, dogmi, slogan, ecc. (proprio come lavora la
tivù) per stremarla ancor di più, in questa maniera la corteccia
prefrontale lascia le redini del cervello ai circuiti limbici, più
primitivi ed emotivi, pertanto più suggestionabili e indifesi.
La corteccia prefrontale è influenzata da sostanze chimiche tossiche che
possono danneggiarla, come le droghe, l’alcol, le tossine alimentari, ma
anche da forti emozioni, privazione del sonno, stress cronico e una
dieta ricca di grassi animali possono rendere le persone più esposte
alle manipolazioni esterne.
Per assurdo, concedendo alle persone totale libertà di condurre una vita
sregolata, innaturale, ci si agevola il compito di annullare la loro
libertà più profondamente di quanto sarebbe possibile senza quella
concessione.
“Shock and awe doctrine”.
La cosiddetta “dottrina dello shock e sgomento” viene oggi applicata su
scala globale. Mettendo singole persone o intere popolazioni sotto
shock, si può produrre il loro consenso a un cambiamento, riforma,
legge, restrizione di libertà, guerra, ecc. L’esempio delle Torri
Gemelle e delle leggi repressive e guerre avvenute dopo, è lapalissiano.
Sfruttano l’effetto sorpresa e di spavento come enorme fattore di
distrazione e paralisi di massa, inibitore di possibili reazioni e
resistenze.
Lo shock è molto generico e può essere prodotto da catastrofi naturali
(epidemie, terremoti, pandemie, ecc.), quanto da fatti economici
(recessioni, crisi, crolli in borsa, fallimenti, ecc.) e politici
(guerre, colpi di stato, ecc.).
Un esempio sono le domeniche a targhe alterne per meri fini di risparmio
energetico. Questa imposizione dall’alto, generando nelle persone,
allarme e preoccupazione di non poter usare la propria auto, di perderne
l’importante risorsa, crea totale disponibilità ad accettare fortissimi
e ingiustificati rincari dei carburanti, pur di conservarla!
Un altro esempio della dottrina dello “shock anche awe” potrebbe essere
i black-out che hanno interessato il territorio nazionale qualche anno
fa, la cui risoluzione sarebbero le centrali nucleari. Questo caso
rientra anche nella cosiddetta strategia del “problema-reazione-soluzione”.
Avendo in mano la Soluzione (centrali), si crea il Problema (black-out)
e si attende Reazione (quasi sempre emotiva) delle masse, che accetterà
di buon grado ogni soluzione prospettata pur di evitare il disagio.
Debunking.
Il debunking o discredito è una forma manipolatoria, che consiste nel
confutare, nello smontare, teorie e informazioni che vanno contro il
pensiero ufficiale dominante. Oppure screditare i diffusori di queste
teorie e informazioni.
La campagna “Mani Pulite” è stata, tra le altre cose, una grande
operazione proprio di debunking, finalizzata cioè a salvare la
credibilità del sistema politico-giudiziario.
Il debunker attacca la controinformazione con messaggi semplici,
discorsivi, prevalentemente a livello emotivo, con “ganci” diretti
all’inconscio, piuttosto che alla logica. Questi attacchi non si
rivolgono al contenuto, alle idee, ma mirano a screditare la fonte e
l’autore sul piano morale associandolo spesso ad affiliazioni
“appestanti” coi terroristi, nazisti, fascisti, comunisti, antisemiti,
antisionisti, ecc.
L’approdo estremo del debunking è quello di portare lo smascheramento
degli smascheratori alle estreme conseguenze, ossia portare l’opinione
pubblica alla conclusione che tutto è marcio, tutti mentono, tutti sono
ladri, tutti fregano. Per tanto la verità non si potrà mai sapere, e
quindi è moralmente giustificato arrangiarsi, infischiarsi di tutto e
tutti. Si giunge all’egoismo più radicale e disumanizzante.
Chi trova un nemico trova un tesoro.
La frustrazione genera tensione e aggressività; e l’aggressività può
scaricarsi contro di sé o contro un oggetto esterno. Quando un tale tipo
di frustrazione è diffusa in tutta la popolazione, il momento è propizio
per fondare un movimento e/o organizzare un attacco verso il nemico.
Nel nostro mondo tormentato da insicurezza e frustrazione (create ad
hoc) c’è un gran bisogno psicologico e sociale di un nemico, di
colpevoli, di capri espiatori (terroristi, rom, immigrati, ecc.).
Dipendenze chimiche.
Nella nostra società la diffusione dell’uso di sostanze psicotrope è
enorme. Un’altissima percentuale di persone fa uso stabile e ha
sviluppato qualche forma di dipendenza da droghe, alcol o psicofarmaci.
Decine di milioni sono i minori letteralmente drogati con psicofarmaci.
Gli effetti di tali sostanze psicoattive convergono tutti nel diminuire
la libertà di giudizio, di resistenza e di azione delle persone e
ovviamente nell’aumentare la loro condizionabilità e suggestionabilità.
In pratica la persona dipendente, da alcol o droghe o psicofarmaci o
barbiturici è molto più controllabile e plasmabile dal Sistema, lo
stesso che veicola e vende tali sostanze. Coloro che si aiutano e si
abituano all’aiuto chimico, perdono la capacità di autodeterminazione.
Una società così siffatta non è una società libera.
I farmaci psicoattivi o psicofarmaci vengono veicolati, con la
compiacenza della psichiatria, dalle case farmaceutiche; il mercato
immenso delle droghe e dell’alcol, è gestito dalla grande finanza
internazionale e il flusso di narcodollari, per il 60% avviene negli
Stati Uniti, collegato a quello del traffico di armi.
Cinema e televisione.
Il mussoliniano “cinema l’arma più forte”[3] ha fatto il suo tempo o
anche oggi l’intrattenimento cinematografico ha la sua importanza nel
condizionare le masse?
I film di propaganda seppero produrre nel passato veri e propri
capolavori (“Il grande dittatore”, “Il trionfo della volontà” solo per
citarne un paio), ma anche oggi la forza dell’arma del cinema non è
minimamente spuntata: Hollywood docet.
Il cinema ha funzione d’avanguardia per veicolare un certo tipo di
messaggio, per poi sondarlo e una volta passato, trasferirlo nel piccolo
schermo: la televisione!
In pratica il cinema prepara il terreno, predispone l’intero organismo
al virus, che poi sarà iniettato nelle masse dai media come i giornali,
radio e soprattutto dalla televisione. Senza che ce ne accorgiamo il
grande schermo fa filtrare nelle pieghe delle sceneggiature e regia il
modo di pensare di domani[4], e la sua enorme forza di penetrazione sta
proprio nel silenzio e attenzione. Mentre la tivù deconcentra (anche
questo molto utile per certi aspetti), nella buia sala regna il silenzio
totale e si è da soli, con la massima attenzione.
Tratto dal libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” di
Marco Della Luna e Paolo Cioni, Macro edizioni
Mentereale
