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Inviato: venerdì 24 settembre 2010 18.44
A: mail©ambientevalsusa.it
Oggetto: LA NUOVA TANGENTOPOLI? Secondo un famoso giornalista nasce in
Valsusa...
ULTIME NOTIZIE sulla Torino
-Lyon
25 settembre 2010: MARCIA
NO TAV RIVALTA - RIVOLI
23 settembre 2010: LA
NUOVA TANGENTOPOLI? NASCE IN VALSUSA.
Negli ultimi giorni qualcosa di nuovo ha cambiato gli equilibri.
L’europarlamentare Vito Bonsignore, ha
dichiarato:
«Così com'è oggi la proposta Tav è diversa da quella di anni fa, e quindi è
un'altra cosa. Le merci saranno poche, molti di più i passeggeri. Diversamente
da come sostiene Virano». Ed è scoppiato un macello. Chi si è agitato però non
ha notato che già Tremonti alcuni
giorni prima aveva chiesto di ridurre i costi troppo alti
(1.300 euro al cm oggi),
ipotizzando di utilizzare una sola galleria.
Pochi sapevano in quel
momento ciò che invece preoccupava il Ministro:
1) mancano i soldi e quei 671 milioni di Euro di finanziamento UE rischiano di
far accendere le luci nel buco delle finanze italiane (se lo Stato italiano
ricevesse richiesta di “mettere sul piatto"
la sua parte di
finanziamento, scoppierebbe probabilmente il bubbone da parte della UE;
2) probabilmente Tremonti sapeva già ciò che invece è apparso sui giornali solo
domenica 19 settembre, ovvero che il Portogallo aveva appena annullato le gare
d’appalto per la tratta
Madrid-Lisbona,
a causa aumento costi e crisi economica. Si noti bene che per 50 km di una
tratta i costi erano 1,9 miliardi di Euro, ovvero 38 milioni a km, non certo 130
come per la
Torino-Lyon… eppure il
Portogallo ha deciso di sospendere tutto!
A questo punto chi ci legge comincerà ad interrogarsi sulla stranezza di questi
dati così difformi, ed allora non ci resta che indicare alcune istruttive
letture.
Una scheda su chi questa opera in valle di Susa la progetta: la Tecnimont,
un articolo di Gianni
Barbacetto,
che parla proprio della linea TAV in valle di Susa, intitolato: La nuova
tangentopoli? Nasce in Valsusa.
Naturalmente ognuno si farà la sua personale idea su ciò che succede, appare
però indiscutibilmente chiaro a questo punto che sono saltate tutte le regole
del gioco, che manca il senso della misura come dice il giudice Imposimato.
20 settembre 2010: LA
VALLE DI SUSA? COME UNA PENTOLA A PRESSIONE.
La Valle oggi è una pentola a pressione, con il gas acceso al massimo. Si
intervallano nei vari centri valsusini le serate informative sul progetto LTF.
Gli amministratori che
hanno letto i progetti, provano a spiegarli ai
cittadini.
Ci sono gli esperti della Comunità Montana, di Habitat e dei vari Comitati No
TAV che hanno riletto, sempre più allarmati, i dati di questo ennesimo progetto,
il quinto (ufficiale) della serie.
E dopo che da Firenze e dal
Mugello sono saliti in valle a spiegare cos’è successo in
Toscana, i
valsusini sono ancora più preoccupati.
Ci sono i giornali locali che prendono nota e trasferiscono tre volte a
settimana i dati del possibile scempio a tutti i cittadini. Si susseguono
iniziative di mobilitazione, incontri, marce; riunioni
tra esperti, ambientalisti,
comitati. Presidi No Tav nascono come funghi, dopo quello di Maddalena, l’ultimo
è quello di Vaie.
Poi ci sono i partiti regionali e nazionali affaccendati a garantire agli
industriali che gli appalti si faranno. Il PD torinese si dice imbarazzato da
una semplice marcia tra le vigne. Mentre il PD
in modo puerile prova a
pensare di isolare il presidente della Comunità Montana Plano, l'immagine del PD
all’estero è ai minimi storici se perfino il quotidiano spagnolo El Pais
scrive:
PD? En coma y sin respirador… solo
in Valle di Susa c'è un po' d'aria?
La situazione si può ben inquadrare riassumendo alcune frasi apparse sui
giornali:
Plano, presidente Comunità Montana: “No
Tav e amministratori di nuovo uniti:
«E' solo l'inizio»
«Restiamo uniti. Ora e sempre resistenza». Ezio Paini, sindaco di Giaglione.
Davide Bono (Movimento Cinque stelle) la «Valsusa
è un esempio di responsabilità e libertà».
Chiamparino, sindaco di Torino e possibile candidato alla leadership del PD: “vincere
i congressi per isolare Plano”,
e non sarà un caso se La Stampa titolava in questi giorni: “Blitz nelle sezioni
contro i No Tav del Pd”.
Le "prove tecniche di
resistenza" a Chiomonte sono stae un successo: siamo alle pendici del
Rocciamelone e altri luoghi storici per la Lotta di Liberazione, siamo in un
imbuto, un territorio di montagna, stremato dalla disoccupazione come gran parte
del Paese, ma che ha sempre rifiutato compensazioni ed accordi sottobanco di
svendita del territorio. I pochi amministratori che hanno provato a fare il
"salto della quaglia" o che si vantano di aver fatto spostare dai loro paesi il
tracciato della linea vengono pubblicamente contestati e non c’è da stupirsi,
visto che cinque anni fa sulle barricate rifiutavano l’appellativo di “Nimby”.
Decine di persone sono al
lavoro in ogni paese, amministrazione, Comitato e associazione ambientalista.
Leggono i 12 scatoloni di carte dei progetti, fanno osservazioni, cercano di
capire quale sarebbe il loro futuro se un progetto del genere si realizzasse.
Più leggono, più sentono il bisogno di organizzarsi per opporsi con tutti i
metodi legali e non violenti conosciuti.
La pentola è bollente, c’è bisogno di tanto buon senso da parte di tutti. C’è
bisogno che ognuno faccia bene il proprio lavoro, nel rispetto delle leggi,
delle proprie dirette responsabilità, per il bene, non tanto della Valle di Susa
ma di tutto il Paese.
A SARA' DURA! (ma per loro)
--
I
migliori saluti, Scrivi a:
Ambientevalsusa