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Maire punta sugli emergenti aspettando il nucleare italiano
Borsa & Finanza - SOFIA FRASCHINI

MONDO SMALL
L'ad: «Oltre al Medio Oriente, ormai piazza domestica, mire su Indonesia, Vietnam e Africa». In Italia Tav e atomo. «Target confermati e pay-out al 30%»
Al ritorno dall'investor day di Abu Dhabi, l'ad di Maire Tecnimont, Fabrizio di Amato, racconta a B&F la due-giorni dedicata agli investitori che, non a caso, è andata in scena negli Emirati Arabi Uniti. Un Paese strategico per il gruppo che, se in Italia ha un business limitato ed è «in attesa che sbocci il programma nucleare», oltre i confini nazionali si rafforza a suon di commesse alla stregua dei competitor, Impregilo e Astaldi in primis. La vostra presenza in Medio Oriente è molto forte. Contate di crescere ancora? In che Paesi e settori? Il nostro portafoglio ordini che ha superato 6,1 miliardi di euro al 30 giugno è composto per il 49% dai progetti localizzati proprio in Medio Oriente. Possiamo quindi considerare quest'area un mercato domestico. Non a caso abbiamo organizzato un incontro ad Abu Dhabi con analisti e investitori presso i cantieri in costruzione di Habshan-5 e Borouge 3, nonché presso l'impianto di Borouge 2, tra gli impianti più grandi al mondo, rispettivamente, per il trattamento del gas e per la produzione di poliolefine. Certamente l'area mediorientale continuerà a essere per noi tra le più significative, date le opportunità che nel settore dell'energia si profilano in molti di questi Paesi. Stando agli ultimi dati, gli Emirati Arabi, l'Arabia Saudita e il Qatar rappresenteranno i Paesi a più forte crescita in termini di volumi di investimenti, sia nel tradizionale settore degli idrocarburi sia nella generazione elettrica oltre che nel campo della dissalazione. Il focus sarà dunque qui. Oltre al Medio Oriente, il vostro business è concentrato tra Russia e Americhe. Quali altri mercati avete nel mirino? Le aree del Medio Oriente, ex Unione Sovietica e America Latina sono effettivamente le aree dove Maire Tecnimont vanta una più radicata presenza, con esperienze e referenze consolidate. Inoltre, siamo molto forti in India, che certamente offre opportunità di lavoro e dove si concentra il 40% della nostra capacità produttiva, grazie alla nostra controllata Ticb con il suo grande centro di ingegneria a Mumbai. Nel futuro un'altra area di crescita sarà sicuramente il Nord Africa e in particolare l'Egitto, l'Algeria e potenzialmente anche la Libia. Inoltre, stiamo guardando all'Estremo Oriente, al Vietnam e all'Indonesia, dove si prospettano progetti nei settori della raffinazione e dei fertilizzanti. La vostra quota di mercato in Italia è solo del 10%. Pensate che si possa incrementare? Come? In Italia non è prevista la realizzazione di mega impianti quali quelli che sono invece in corso di realizzazione, ad esempio, nei Paesi emergenti. La grande sfida del nucleare, nonché la necessità di creare grandi infrastrutture, potrebbero tuttavia rappresentare un'opportunità, a condizione che si crei una stabilità del quadro normativo in cui questi progetti si potrebbero realizzare. Nel campo dell'energia nucleare il nostro gruppo si sta quindi attrezzando per poter cogliere anche questa opportunità. La società, inoltre, intende procedere nella sua attività nell'alta velocità ferroviaria (Tav), dove Maire Tecnimont ha realizzato circa il 40% della rete attualmente in esercizio in Italia. Sui prezzi del petrolio sono complesse le previsioni a lungo termine. Vi preoccupa l'incertezza? Per gruppi che operano nel nostro settore il costo del barile gioca un ruolo importante nel determinare il volume di investimenti. L'attuale stabilizzazione del prezzo del greggio tra i 70 e gli 80 dollari al barile ci fa essere fiduciosi sulla possibilità che i nostri clienti mantengano inalterati i propri programmi in termini di investimenti. Come saranno i vostri conti a fine anno? Siete in linea con i target? Confermiamo le guidance sui risultati 2010 e il portafoglio ordini record che abbiamo raggiunto al 30 giugno 2010. Tutto ciò non può che farci essere fiduciosi sui prossimi anni. Quale sarà la vostra prossima politica sui dividendi? Confermiamo la nostra politica sui dividendi e anche per il 2010 dovremmo essere in grado di confermare un pay-out al 30 per cento.

Occorre ricordare che Tecnimont finì a suo tempo nell'inchiesta di "Mani Pulite" per le tangenti sul TAV. Ricordiamo inoltre che, nell'inchiesta di "Mani Pulite" ci finì anche la Lega Nord con Bossi per la vicenda Patelli: guarda caso, ad oggi, la Lega Nord è una convinta sostenitrice sia del TAV (con buona pace dell'Indipendenza dei Popoli alpini in Valle di Susa) che del nucleare...

N.d.R