Il treno per Caselle rischia di perdere i
fondi del governo
Caselle rischia di restare un aeroporto mal
collegato alla città. Il treno che partiva dalla stazione Dora (già
giudicato inadeguato) con i lavori del passante è stato soppresso
Il Comune alla Regione:
bisogna stringere i tempi
andrea rossi
torino
Il rischio, nemmeno troppo velato, è
che la mannaia di Tremonti cali inesorabile. E che Caselle resti un aeroporto
ostico, quasi impossibile da raggiungere con i mezzi pubblici in tempi
ragionevoli. Il motivo? La finanziaria da 40 miliardi che dovrebbe presto
sbarcare in Parlamento potrebbe falcidiare i fondi destinati alle
infrastrutture e travolgere quelle opere previste ma non ancora avviate.
Torino ha puntato gli occhi sul collegamento tra la ferrovia Torino-Ceres e il
passante ferroviario. E si è rivolta alla Regione: «Se non partiamo in fretta
rischiamo di perdere i 162 milioni messi a disposizione dal governo con la
legge obiettivo del 2009».
Non è un problema da poco. Il passante ferroviario dovrebbe essere completato
tra poco più d’un anno. Una delle opere collaterali previste nel 2005 è il
collegamento interrato della Torino-Ceres con il nodo ferroviario di Torino
lungo la direttrice di corso Grosseto, in corrispondenza della stazione
Rebaudengo. Le bretella prevede il distacco della linea all’incrocio tra corso
Potenza e corso Grosseto e l’interramento sotto corso Grosseto, portandosi
appresso la sistemazione in superficie della zona. Un’opera strategica. Per
almeno tre motivi. Primo: i treni da Ceres fermano all’aeroporto di Caselle e,
immettendosi nel passante, raggiungerebbero sia Porta Susa che Porta Nuova,
regalando ai passeggeri un collegamento con la città finalmente adeguato,
certamente più rapido ed efficace dei bus. Secondo: la linea fermerebbe nei
pressi della Reggia di Venaria, gioiello difficile da raggiungere senza auto,
con ovvie ricadute sui turisti. Terzo: un’altra fermata è prevista accanto al
nuovo stadio della Juventus, cosa che potrebbe produrre enormi vantaggi in
occasione delle partite.
Non è finita: nei piani è previsto che il treno in partenza da Ceres arrivi
fino a Pinerolo attraversando Torino, con passaggi ogni quindici minuti.
Sarebbe la prima applicazione di quel Sistema ferroviario metropolitano -
sintesi tra metrò e convogli regionali, una sorta di metropolitana leggera -
la versione torinese della Rer di Parigi più volte evocata dal sindaco Fassino
in campagna elettorale come elemento essenziale per alleggerire il traffico su
strada, arginare l’inquinamento e dare a Torino un sistema di mobilità
moderno, all’altezza delle grandi metropoli europee.
Non è un caso, allora, che la città si sia messa alla testa dei comuni
interessati dal progetto per rivolgere un appello alla Regione: «Chiediamo che
si convochi al più presto il comitato di monitoraggio affinché le risorse
economiche preannunciate non vengano destinate ad altri progetti ma si possa
partire subito con la progettazione», spiega l’assessore ai Trasporti Claudio
Lubatti. Il «comitato» è previsto dall’intesa Stato-Regione e coinvolge tutti
i comuni interessati, Gtt e l’Agenzia per la mobilità. Dal gennaio 2009,
quando l’allora governatore Bresso firmò l’accordo quadro a Palazzo Chigi, non
è mai stato convocato. Adesso, però, il tempo stringe. E il rischio di perdere
i finanziamenti e dover rinunciare all’opera c’è.
I comuni interessati l’altra sera hanno convocato un vertice a Venaria. Era
presente anche un rappresentante della Juventus: il club segue con molto
interesse il progetto. Chiedono che si faccia in fretta. Dicono che di tempo
se n’è già perso troppo. Lo studio di fattibilità, affidato al Politecnico di
Torino, è storia del 2005, considerata prioritaria nell’intesa firmata due
anni fa da Stato e Regione. «Noi confermiamo la volontà di offrire tutto il
nostro contributo alla realizzazione di un’opera che riteniamo strategica,
tanto è vero che abbiamo concluso la progettazione delle opere previste
nell’accordo con i comuni dell’area metropolitana», conferma Lubatti. «Però
adesso bisogna stringere i tempi».
Su questo i Sì - TAV (a
cominciare dal duo Bresso - Chiamparino) non hanno nulla da dire? Va tutto
bene perché non c'è nessuno da far pestare dalla polizia?