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Affitto monolocale mansardato completamente arredato in Piazza Vittorio Veneto a Torino

La Stampa" del 24/06/2011 - il caso

Il treno per Caselle rischia di perdere i fondi del governo

Caselle rischia di restare un aeroporto mal collegato alla città. Il treno che partiva dalla stazione Dora (già giudicato inadeguato) con i lavori del passante è stato soppresso

Il Comune alla Regione:
bisogna stringere i tempi

andrea rossi
 
torino

Il rischio, nemmeno troppo velato, è che la mannaia di Tremonti cali inesorabile. E che Caselle resti un aeroporto ostico, quasi impossibile da raggiungere con i mezzi pubblici in tempi ragionevoli. Il motivo? La finanziaria da 40 miliardi che dovrebbe presto sbarcare in Parlamento potrebbe falcidiare i fondi destinati alle infrastrutture e travolgere quelle opere previste ma non ancora avviate. Torino ha puntato gli occhi sul collegamento tra la ferrovia Torino-Ceres e il passante ferroviario. E si è rivolta alla Regione: «Se non partiamo in fretta rischiamo di perdere i 162 milioni messi a disposizione dal governo con la legge obiettivo del 2009».

Non è un problema da poco. Il passante ferroviario dovrebbe essere completato tra poco più d’un anno. Una delle opere collaterali previste nel 2005 è il collegamento interrato della Torino-Ceres con il nodo ferroviario di Torino lungo la direttrice di corso Grosseto, in corrispondenza della stazione Rebaudengo. Le bretella prevede il distacco della linea all’incrocio tra corso Potenza e corso Grosseto e l’interramento sotto corso Grosseto, portandosi appresso la sistemazione in superficie della zona. Un’opera strategica. Per almeno tre motivi. Primo: i treni da Ceres fermano all’aeroporto di Caselle e, immettendosi nel passante, raggiungerebbero sia Porta Susa che Porta Nuova, regalando ai passeggeri un collegamento con la città finalmente adeguato, certamente più rapido ed efficace dei bus. Secondo: la linea fermerebbe nei pressi della Reggia di Venaria, gioiello difficile da raggiungere senza auto, con ovvie ricadute sui turisti. Terzo: un’altra fermata è prevista accanto al nuovo stadio della Juventus, cosa che potrebbe produrre enormi vantaggi in occasione delle partite.

Non è finita: nei piani è previsto che il treno in partenza da Ceres arrivi fino a Pinerolo attraversando Torino, con passaggi ogni quindici minuti. Sarebbe la prima applicazione di quel Sistema ferroviario metropolitano - sintesi tra metrò e convogli regionali, una sorta di metropolitana leggera - la versione torinese della Rer di Parigi più volte evocata dal sindaco Fassino in campagna elettorale come elemento essenziale per alleggerire il traffico su strada, arginare l’inquinamento e dare a Torino un sistema di mobilità moderno, all’altezza delle grandi metropoli europee.

Non è un caso, allora, che la città si sia messa alla testa dei comuni interessati dal progetto per rivolgere un appello alla Regione: «Chiediamo che si convochi al più presto il comitato di monitoraggio affinché le risorse economiche preannunciate non vengano destinate ad altri progetti ma si possa partire subito con la progettazione», spiega l’assessore ai Trasporti Claudio Lubatti. Il «comitato» è previsto dall’intesa Stato-Regione e coinvolge tutti i comuni interessati, Gtt e l’Agenzia per la mobilità. Dal gennaio 2009, quando l’allora governatore Bresso firmò l’accordo quadro a Palazzo Chigi, non è mai stato convocato. Adesso, però, il tempo stringe. E il rischio di perdere i finanziamenti e dover rinunciare all’opera c’è.

I comuni interessati l’altra sera hanno convocato un vertice a Venaria. Era presente anche un rappresentante della Juventus: il club segue con molto interesse il progetto. Chiedono che si faccia in fretta. Dicono che di tempo se n’è già perso troppo. Lo studio di fattibilità, affidato al Politecnico di Torino, è storia del 2005, considerata prioritaria nell’intesa firmata due anni fa da Stato e Regione. «Noi confermiamo la volontà di offrire tutto il nostro contributo alla realizzazione di un’opera che riteniamo strategica, tanto è vero che abbiamo concluso la progettazione delle opere previste nell’accordo con i comuni dell’area metropolitana», conferma Lubatti. «Però adesso bisogna stringere i tempi».

Su questo i Sì - TAV (a cominciare dal duo Bresso - Chiamparino) non hanno nulla da dire? Va tutto bene perché  non c'è nessuno da far pestare dalla polizia?

Maurizio Gasparello