Il primo assalto all'arma bianca contro la
Val di Susa, per tentare di dare il via al cantiere propedeutico alla
costruzione della Torino – Lione, si è svolto ed è fallito in una
tiepida notte di tarda primavera, dove fra boschi, sentieri
punteggiati dalle torce elettriche e vie di accesso sbarrate da
robuste barricate, si respirava un'atmosfera surreale, carica di
ellettricità, ma fresca come l'aria pulita che profuma di orgoglio e
libertà.
La "politica" e le forze dell'ordine alle sue
dipendenze, di orgoglio ne hanno invece dimostrato molto meno,
compensando comunque con la fantasia. Facendo si che l'assalto sia
iniziato con una proposta di "mediazione" intrisa di bonomia che ha
contribuito a rendere i toni della serata ancora più surreali.
Lasciateci installare un finto cantiere
simbolico, buono solo per la stampa e per non perdere i finanziamenti
europei, e non useremo la forza con nessuno, sono stati, riassumendo
in breve i toni della proposta succitata, partita in via ufficiale e
destinata ad interlocutori ufficiosi che l'hanno respinta al mittente
con il sorriso sulle labbra.....
Fallita la mediazione "all'italiana" gli
automezzi delle ditte deputate ad installare il cantiere (quello finto
o quello vero fate voi) e lautamente foraggiate con il denaro
pubblico, vero, senza ombra di dubbio, hanno tentato una sortita in
verità non molto convinta, scortati da una ventina di blindati di
polizia e carabinieri. La sortita è consistita nel tentativo, solo
abbozzato, di tagliare il guard rail ed i pannelli antirumore
dell'autostrada, per liberare una via d'accesso (l'unica possibile) ai
mezzi. Tentativo abortito quasi subito, di fronte alla pronta reazione
di qualche centinaio di manifestanti che hanno dato ad intendere come
non si trattasse di una buona idea.
Vista la situazione, forze dell'ordine e
ditte appaltatrici hanno fatto inversione con i propri mezzi,
sull'autostrada già chiusa da ore, e se ne sono andati alla
chetichella.
L'ultimo contributo alla serata surreale lo
hanno dato i giornalisti (fior fiore di giornalisti di Repubblica e
della Stampa cosa credete?) parte dei quali "embedded" fra le fila dei
manifestanti che dopo la notte insonne, in tutta evidenza hanno
faticato assai a distinguere fra la verità ed i fumi visionari della
fantasia, al momento di scrivere i propri articoli per il padrone.
La leggenda ha così raccontato lanci di
pietre contro le auto in transito su un'autostrada chiusa da parecchie
ore, manifestanti che protestavano contro lavori propedeutici
all'installazione di un cantiere (probabilmente quello falso) che non
sono mai avvenuti ed altre amenità sui generis che per rispetto
all'orgoglio di cui sopra è meglio non descrivere.
Non resta che domandarci cosa riserverà la
prossima serata, il venticello orgoglioso di libertà è sempre più teso
e nel campo del surreale ogni previsione è buona quanto l'altra.
L'unica certezza, al momento è che non esistono cantieri, nè veri, nè
falsi e neppure nessuno che stia facendo lavori propedeutici ad essi,
per il resto si vedrà.
