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"La Stampa" del 29/04/2011 - UN PUNTO STRATEGICO Sulla Tav l'aut aut di SettimoIl sindaco avverte Regione e Provincia in vista del tavolo convocato a Palazzo Chigi:«Se non si interra la vecchia linea per Milano riconsidereremo la nostra disponibilità»Sì alla Torino-Lione, ma non a
scatola chiusa. A cinque giorni dal vertice a Palazzo Chigi, convocato martedì
prossimo, un’altra ombra si agita sul fronte sempre in fermento della Tav. Il
nuovo problema nasce a Settimo Torinese, dove il sindaco Aldo Corgiat lancia un
aut aut alla Regione, alla Provincia e all’Osservatorio guidato da Mario Virano:
o le esigenze sollevate dall’amministrazione (l’ultima volta mercoledì, in
Prefettura) otterranno risposta, oppure i fautori della Torino-Lione si
troveranno un altro bastone tra le ruote. Di quelli robusti. Immediate le repliche a Corgiat. «In questi anni Settimo ha dato molto, le sue richieste vanno riconosciute - risponde Mario Virano, presidente dell’Osservatorio -. Il problema è che la delega degli esponenti di Rfi al nostro tavolo si limita alla Tav, l’interramento della linea storica per Milano esula dal loro mandato. O lo si amplia, oppure bisognerà istituire una sessione parallela». Di rigore, secondo Virano, lo studio di fattibilità per preventivare i costi dell’intervento e ragionare su dati affidabili. Ne conviene Paolo Foietta: «E’ una delle proposte che la Provincia avanzerà al tavolo di Palazzo Chigi. Certo è che Settimo, Susa e Orbassano hanno pari dignità». D’accordo anche Saitta: «Occorre aprire una negoziazione con le Ferrovie per definire tempi, costi e modalità dell’interramento della linea per Milano». Partita aperta.
[1] Presumo si riferisca alla linea TAV passeggeri-Frecciarossa, già finita nella tratta Torino-Milano: siamo di fronte ad una babele di TAV dove alla fine non si capisce più nulla ed ognuno viaggia in ordine sparso, tanto nessuno dei soggetti coinvolti a favore di questo puttanaio ferroviario ci mette un soldo di suo (tanto a pagare ci penseranno i soliti fessi di contribuenti, sempre più travolti dalla crisi e con sempre meno servizi essenziali a disposizione, come scuola, pensioni e sanità: ma se nessuno si ribella a questo schifo, allora vuol proprio dire che il "popolo" ha esattamente quello che si merita). n.d.r. |
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