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Dalla cascina Frutasè di Cumiana, una lettera
per Luca Abbà
Scusate se mi intrometto,quando in realtà non lo faccio mai, ma la questione di oggi, di quello che è successo in Val Susa merita per un attimo di essere presa in considerazione. Non voglio ripetere quello che già tutti i telegiornali hanno detto, piuttosto quello che non è stato detto. Quando stamattina alla radio ho sentito la notizia, ero in macchina che tornavo da uffici per motivi di lavoro, anzi per cercare di lavorare, poichè la burocrazia italiana (e nel mondo) fa di tutto per mettere il bastone fra le ruote ai piccoli contadini con tanti piccoli cavilli, naturalmente a favore delle multinazionali con le loro schifezze che ci vogliono dare da mangiare. Questa premessa era d'obbligo per dire che Luca, oltre che essere un mio grande amico da moltissimi anni, è anche un compagno di lotte contadine, siamo nella stessa associazione (A.S.C.I.), lui vive in Val di Susa e ha scelto di fare il contadino, naturalmente biologico, ripristinando i terreni e la casa dei nonni, perchè è convinto, come molti di noi che fare una vita più semplice,in armonia con la natura,recuperando vecchi saperi, non è solo un piacere per se stessi, ma anche e sopratutto una scelta che ne beneficia tutta la comunità; dalla terra, nostra madre (non dimentichiamelo mai) per poco che si tira fuori,è sufficiente per campare,per vivere, e parte di quel terreno che stavano espropriando è anche di sua proprietà, da qui un gesto disperato di protesta di difesa della terra in generale e anche della sua terra E' in questo contesto che si colloca la scelta di Luca di essere un NO TAV, essere NOTAV per almeno 150 motivi, fosse anche che la tav la volessero fare in qualsiasi altra parte del mondo.Ma essere un NO TAV per lui equivale ad essere anche un NO DAL MULIN, un NO PONTE,ecc., fino a portare la solidarietà dei valsusini in Cile a degli indigeni che si battono per cause simili. Mi spiega ogni volta che l'incontro, che è contento perchè in valsusa la lotta al tav sta facendo crescere una nuova coscienza generale, che stanno sperimentando altri comportamenti e stili di vita, ma non di ecologisti e attivisti, ma di mamme, casalinghe, operai e pensionati, dove si prende coscienza che la vita non può essere solo dettata dall'economia forte delle finanze mondiali e dalle banche,nè tanto meno dalla velocità, non solo di un treno, ma proprio della vita, dove non si sa più cogliere tanti piccoli gesti e scelte quotidiane che nel PIL non vengono conteggiate,ma che per il sentimento umano, non solo è importante,ma necessario. Scusatemi se vi ho raccontato un po' di Luca (tutt'altro che estremista),ma serviva prima di tutto a me scrivere questo, per sentirmi più vicino a lui, e poi per condividere con voi riflessioni ed eventualmente idee, per non lasciare che gesti come questi rimangano fini a se stessi, ma servano, non solo a far capire l'inutilità di questa opera,ma della necessità di cambiare modello di vita. BRUNO ZARO -- AGRITURISMO "Cascina dei Frutasè" Strada Guardia 62, 10040 Cumiana (TO) Tel. 0119058642 cell. 3497234114 info@frutase.it www.frutase.it
www.notavtorino.org
Per i
notav Gennaio è stato il mese che ha visto scatenarsi la Procura della
Repubblica di Torino che ha usato il carcere come una clava: non per punire
eventuali singoli reati ma per intimidire l'intero movimento e fiaccare la
resistenza di una valle che non si arrende da 22 anni. Le misure cautelari
utilizzate
sono una follia e a distanza di due settimane soltanto
quattro degli arrestati hanno potuto usufruire degli arresti domiciliari o
dell'obbligo di dimora mentre altri cinque che erano detenuti nel carcere di
Torino sono stati trasferiti per punizione ognuno in un carcere diverso per
evitare qualsiasi contatto: come negli anni di piombo. Il 31
dicembre scorso ci eravamo lasciati con un intermezzo musicale: per qualche
minuto almeno volevamo dimenticare che per risalire dai bassifondi a cui ci
aveva abituato il precedente governo ai salotti buoni del nuovo la strada
sarebbe stata tutta in salita. Oggi vediamo la Grecia che sprofonda e il nostro
spread che scende e ci sentiamo dire che va bene così.
Da:
"Ambientevalsusa" info©ambientevalsusa.it
A:
mail©ambientevalsusa.it
Cc:
Data:
Wed, 13 Apr 2011 21:46:06 +0200
Oggetto:
TESTARE LA TRIVELLA, SAGGIARE LA PAZIENZA DEI CITTADINI E DEI CONTRIBUENTI
CONTO ALLA ROVESCIA: (COUNTDOWN per la Torino-Lyon e non solo). Siamo agli sgoccioli, poche
settimane e dovrebbero iniziare a scavare alla Maddalena, Chiomonte.
Dateci una mano DIFFONDENDO I
NOSTRI MESSAGGI! Testo delibera CIPE 86 2010: Cunicolo esplorativo della Maddalena. Approvazione progetto definitivo e finanziamento. Necci: il TAV e qualche mistero. La stessa storia nel video di Ferdinando Imposimato. Ecco il tracciato finale Sei cantieri fra Valsusa e Settimo. 5 aprile 2011: Lettera aperta del Movimento No TAv agli imprenditori valsusini. 23 marzo 2011: Il centrodestra scivola sul TAV. Basta la buccia di banana del Movimento 5 stelle... 23 marzo 2011: Osservazioni della Comunità Montana Valle Susa e Sangone alla documentazione progettuale integrativa richiesta dalla Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS trasmessa da LTF S.p.A in data 24 gennaio 2011. 22 marzo 2011: Militarizzare i futuri
cantieri?
14 marzo 2011: Il comunicato stampa, le osservazioni, la diffida delle associazioni ambientaliste sul progetto LTF tratta intenazionale. 14 marzo 2011: Il tracciato da Sant’Ambrogio a Settimo Torinese 13 marzo 2011: Virano alle terme, fantasie di un moderno Giulio Cesare. 2 marzo 2011: il ricatto dell’Ospedale di Susa. -- I migliori saluti, Scrivi a: Ambientevalsusa info©ambientevalsusa.it
ULTIME NOTIZIE GENNAIO 2011 - messaggio inviato a oltre 38.000 utenti (posta elettronica e facebook)
(Se i vostri amici desiderassero di essere inseriti nella mailing possono scrivere a info@ambientevalsusa.it nel caso intendessero stringere amicizia su facebook possono chiederla ad Ambientevalsusa No Tav Bis)
La novità dello svincolo di
Chiomonte, ma la SITAF non lo sa. L’Italia rischia di affondare senza
neppure accorgersene. Attorno a noi succede di tutto: Tunisia, Albania, Grecia,
Egitto, e anche al nostro interno capita di tutto: Mirafiori, scuola, debito
pubblico, disoccupazione e cassa integrazione, eppure per la maggioranza dei
partiti politici le priorità sono le stesse di 20 anni fa: vincere le elezioni,
insultare gli avversari politici, tagliare la spesa pubblica. Più recentemente,
avendo pochi problemi da risolvere, i governi hanno pensato bene di occuparsi
anche di federalismo, lotta al terrorismo, magari cercando di diffondere la
democrazia con le “missioni di pace”. Il costo sociale ed economico anche in
questi casi sembra non giustificare i risultati, ma anche in questi casi si
persevera. Nessuno che si domandi se ne vale la pena.
La Carta di Endaye- documento
programmatico degli
oppositori europei alle devastanti opere di Alta velocità ferroviaria.Un anno fa
Endaye: Video Endaye.Video marcia
40000 di Susa.
Strategia a pezzetti delle grandi
opere. I pendolari giù dalla torre. Di Anna Donati- riflessioni sulla situazione
italiana relativa alle Grandi Opere.
Breve storia dell’opposizione alle
grandi opere in Italia in sei video.
INOLTRE SULLA TV NO TAV è POSSIBILE VISIONARE DECINE DI VIDEO SCEGLIENDO IL PALINSESTO. CONSIGLIAMO I VIDEO DEL PALINSESTO "COSA DICONO I TECNICI" --- I migliori saluti, Scrivi a: Ambientevalsusa info©ambientevalsusa.it
----- Original Message ----- From: Ambientevalsusa Sent: Tuesday, November 30, 2010 10:43 PM Subject: ULTIME NOTIZIE: E se mettessero i ‘sigilli’ all’economia?
30
novembre 2010: Il
contatore del terrore, ovvero del debito pubblico. Scarica
e diffondi l’analisi
sui costi dell’opera ed i rischi che comporterebbe economicamente per il Paese.
IL CONTATORE DEL TERRORE, OVVERO DEL DEBITO PUBBLICO. Il rischio “PIIGS” potrebbe bloccare anche i faraonici progetti del TAV Torino Lyon. In realtà invece che di PIIGS si dovrebbe parlare di “GIPSI”: Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia, i paesi dell’area euro più a rischio elencati nell’ordine in cui sono entrati in crisi o si presume che ci entrino. Facciamo il punto sul debito pubblico italiano. Breve estratto dall’articolo di Oscar Giannino “Debito, Irlanda e quattro lezioni” pubblicato su: http://www.chicago-blog.it/author/oscar-giannino/ “Probabilmente siamo in pochissimi, ad avere idea che il debito pubblico italiano ammonta – ora che sono le 12,30 di mercoledì 17 novembre 2010 – a oltre 1.857 miliardi di euro. E che ogni secondo aumenta di oltre 2300 euro, 150 mila al minuto, quasi 9 milioni di euro l’ora, oltre 200 milioni di euro ogni giorno che Dio manda in terra.” L’economia sta terrorizzando i cittadini, allora facciamoci una domanda: aumentare il debito pubblico può essere un atto di terrorismo economico? Il TAV Torino – Lyon, come altre Grandi Opere palesemente inutili, può influire sul debito pubblico? Leggete questi dati e giudicate!
TORINO LYON, I DATI ECONOMICI.
Da Saint Jean de Maurienne a Chiusa San Michele, la tratta comune della linea Torino - Lyon ha un percorso di 84 km, di cui solo 36 in territorio italiano. In particolare è di circa 12 km la parte italiana del “Tunnel di Base” che in tutto misura oltre 57 km dopo l’ultimo progetto di LTF. N territorio italiano sono progettati anche la stazione internazionale di Susa, all’aperto per circa 2500 metri, e l’area di interscambio a Chiusa San Michele di un paio di km, oltre che il “tunnel dell’Orsiera di 19,2 km Insomma, come già detto in territorio italiano degli 84 km ce ne sarebbero solo 36. La suddivisione dei costi tra Italia e Francia (che deve essere ricontrattato), prevedeva a seguito dell’accordo del 5 maggio 2004, sottoscritto dall’Italia da Berlusconi e Lunardi, che il nostro Paese pagasse il 63% e la Francia il 37% . Si noti bene che l’accordo riguardava la tratta da Saint Jean de Maurienne ed “i dintorni di Bruzolo”, oggi LTF progetta fino a Sant’Ambrogio, una dozzina di km più a valle… e non si capisce in base a che cosa. Inoltre nel 2007 il Ministro dei trasporti Di Pietro, a seguito dell’ennesimo cambio di tracciato, (quella volta sotto la val Sangone) si impegnò ufficialmente con i francesi affinché l’Italia pagasse il 100% dei costi derivanti dalla modifica di percorso.
Oggi il costo per l’Italia (a preventivo) sarebbe di 6,9 miliardi di Euro, mentre per i francesi il costo in base agli accordi sottoscritti da Lunari sarebbe di 3,1 miliardi, per un TOTALE 10 Miliardi, ovvero 119.047.000 di Euro a km, 1.190 euro ogni metro di TAV! A queste cifre bisogna aggiungere i costi della tratta italiana tra Chiusa San Michele e Settimo Torinese (via Orbassano), circa 40 km, approssimativamente 4,8 miliardi con un incremento di 2,375 miliardi di Euro per il Nodo di Torino (pag 81 delibera CIPE del 2009). Siamo all’incirca ad un totale (a preventivo da Saint Jean a settimo Torinese) di 17,175 miliardi di euro, per avere un quadro preciso bisognerebbe però aggiungere i costi della linea tra Saint Jean e Lyon, gronda merci di Lyon tutto il resto, ma è facile immaginare che si supererebbero alal grande i 20 miliardi di Euro. Ma si sa già che i costi prima della conclusione eventuale delle opere in genere come minimo triplicano…, mentre i contributi europei sono scesi a 562 milioni, appena 1/30 del costo della linea da Saint jean a Settimo Torinese…
Un a babele di cifre, che spesso non quadrano. Ad esempio i costi riportati nel progetto LTF per la parte comune presentato nel 2010 indicano invece una cifra diversa: 5.119.446.801,60 Euro. In ogni caso è facile dimostrare che LTF sottostimi da sempre i costi. Non è difficile capire il perché ed altrettanto facile è comprendere perché nessuno abbia mai realizzato un qualsiasi calcolo o rapporto tra costi e benefici dell’opera. A questo punto chiediamoci ancora: aumentare il debito pubblico senza verificare i reali benefici dell’opera, non è un grave fattore di terrorismo economico?
----Messaggio originale---- Inizio ringraziando Luca Giunti per aver partecipato ieri sera alla trasmissione EFFETTO DOMINO trasmessa in tarda serata da La7. Ma la trasmissione è stata una grande delusione. C'era da aspettarselo.
Moretti è stato abile, sempre pronto a far pesare irritato le interruzioni ai suoi discorsi ma sempre pronto ad interrompere gli altri. E il tempo era scarso per replicare, con il risultato che i suoi messaggi sono passati abbastanza indenni. Chi ha condotto la trasmissione non ha mediato: l'ospite d'onore ha avuto precedenza su tutti.
Alla fine:
- i dati
sulla diminuiziione del traffico citati da Luca Giunti li ha liquidati
ridicolizzando l'analisi e riducendola ad un banale errore da principianti: la
causa è dovuta esclusivamente ai lavori di aggiornamento della linea, ci sono i
cantieri ed il traffico è stato smistato su altre direttive...
- la devastazione dei cantieri ed i danni agli abitati sono le solite suggestioni dei Notav, andate a vedere le altre opere analoghe in costruzione, tutto è migliorato ed i paesi si sono sviluppati...
- sui costi delle opere A.V. che lievitano in modo incontrollabile: colpa del fatto che in Italia c'è troppo "buonismo", la ferrovia costa come in Spagna o in Francia, ma da noi per passare occorre rifare strade, autostrade, svincoli megagalattici, ponti, ponticelli, ipermercati, scuole, centri ricreativi, chiese.... Insomma come faremmo in Italia senza RFI e la TAV???
- il meccanismo perverso dei general contractor: quello che è stato è stato, adesso però è tutto diverso, vedrete!
Per i treni pendolari:
- la colpa di tutto sono le Regioni che chiedono di sottodimensionare il trasporto, pagano troppo pochi contributi, le risorse esistenti sono gestite al meglio delle possibilità...
- i treni son pochi ma è il massimo che si può ottenere, la composizione dei convogli è fissa (???) ed il numero è quello consentito dal traffico nelle ore di punta. Inotre la richiesta dei pendolari si concentra solo nelle ora di punta, quindi potenziare il servizio sarebbe assurdo ed antieconomico... (???) e perché poi far circolare treni vuoti tutto il giorno? (???).
- bisognerebbe evitare la sovrapposizione (duplicazione secondo Moretti) dei trasporti su bus e treno: ma dove i treni son pochi ve benissimo sostituire il servizio con i bus (... a lui sembra la stessa cosa...)...
- la pulizia delle carrozze sta migliorando (???), stanno cambiando le ditte appaltatrici ma questo processo è ostacolato dai ricorsi delle ditte che gestivano male i servizi...
- i biglietti costano troppo poco (!!!), il costo è inferiore a tutti quelli degli altri paesi europei (... anche i nostri stipendi...) ...
- le stazioni: i grandi sforzi di rinnovamento e ristrutturazione sono inutili, i teppisti devastano tutto, le ferrovie non possono occuparsi del servizio d'ordine e controllo...
- nessun commento sulla qualità del materiale rotabile e sui malfunzionamenti: sottointeso che il problema sono ancora il teppismo ed i pochi soldi che arrivano dalle regioni...
- i ritardi: più del 90% dei convogli arriva in orario, però... ci sono i comunisti, i facinorosi, i disoccupati, gli studenti, e tutte le categorie di "perdigiorno" che manifestano per qualche "stupidaggine" che ormai bloccano le ferrovie o le stazioni per puro diletto... Ci si mettono anche i contadini che danno fuoco alle sterpaglie dando fuoco anche alle ferrovie (ma NON è mancnza di manutenzione e pulizia...).... Insomma colpa di tutti, anche dei marziani ma non delle ferrovie....
Ne è uscita l'immagine di un manager che (parole sue) deve solo occuparsi di far rendere al meglio i pochi soldi che gli vengono dati. Sempre un problema di soldi: Moretti cita il mega debito pubblico dell'Italia per dire che in questa situazione non c'è trippa da regalare, ma si "scorda" di ricordare che una bella fetta di quel debito deriva proprio dagli eleganti quanto inutili opere A.V.
Insomma, il messaggio è questo: "ragazzi, che cosa volete? Per quello che pagate è già troppo quello che vi offriamo!!!" Siamo troppo occupati a sperperare i soldi in supertreni che viaggiano vuoti per pensare a chi il treno lo usa per NECESSITÀ o per scelta di vita. Le ferrovie non sono un ente di beneficenza, se si vuole un servizio migliore bisogna PAGARLO IL GIUSTO. Quando si tratta di comfort dei passeggeri che "pagano il giusto", allora si investe per mettere a disposizione anche il wi-fi sulle Freccie colorate, le sale d'attesa sono pulite e scintillanti, le biglietterie hanno le corsie preferenziali... Per questo genere di Casta Privilegiata i soldi arrivano: da chi, dalle Regioni? Dallo Stato? Una cosa è certa, non dalle S.p.A. private....
Peccato, un occasione persa, ma la colpa è stata la formula stessa della trasmissione, troppo compressa e poco moderata.
Carlo
COMITATO NO TAV VILLARBASSE
Ciao a tutti. Stiamo organizzando una visita guidata all'ACQUEDOTTO DI SANGANO, suggestiva costruzione in pietra fatta da Cavour nel secolo scorso e preziosissima fonte di acqua purissima filtrata dalla Collina Morenica, che fornisce circa 1/5 dell'acqua di tutta Torino. Ovviamente è a forte rischio di comprommissione in caso di passaggio del TAV. Invito tutti coloro che non l'hanno mai visto o peggio non sanno neppure che esiste a venire a visitarlo e a diffondere la proposta. Chi è interessato lo scriva. In base a quanti siamo ci verranno proposte una serie di date che vi comunicherò il prima possibile. la visita sarà comunque un sabato o più probabilmente una domenica. Ricordo a tutti i simpatizzanti NOTAV che è sempre vivo e vegeto più che mai il PRESIDIO PERMANENTE NOTAV VALSANGONE, sulla via Rivoli- Villarbasse (ben visibile dalla strada, sulla sin dopo l'agriturismo Scola). Il presidio è "presidiato" 24 ore su 24 ed abbiamo bisogno di persone che partecipino attivamente a coprire turni o parti di turni, ciascuno secondo quel che può. Tra l'altro stiamo andando verso il bello ed ora è davvero piacevole il "soggiorno" anche notturno. Abbiamo inoltre in cantiere numerose iniziative :in primis faremo un orto comune di presidio. Ci sono poi proposte di corsi vari:tra gli altri corso base di percussioni, cucina "povera", pilates, tecnica batik... Organizzeremo inoltre al presidio momenti informativi e di "racconti" di vita. FATEVI VEDERE E SENTIRE, ABBIAMO BISOGNO DI ESSERE IN TANTI!! Il numero di cell del presidio è 3802696138. A sarà dura anche in Valsangone! COMITATO NO TAV di RIVOLI 06/04/2010
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