|
|
BOSSI E LE TASSE
17 agosto 2007
Il Bossi ha fatto diligentemente il suo compitino. Aveva un incarico delicato, bisogna riconoscerlo. La casta è sensibilissima all’umore dell’elettorato. Soprattutto se annusa l’aria di ribaltone, di ribaltone definitivo, di ribaltone che sbatterebbe a mare tutti i più di mille parlamentari-nababbi che ci ritroviamo sul collo. E la casta ha annusato il vento della rivolta. Rivolta fiscale, all’inizio, per toccarli dove più fa loro male: nei soldi, nelle prebende che si auto elargiscono con magnanima generosità, continuando ad aumentarsele, per di più. Se il popolo Italiano, o meglio, il Popolo del Nord Italia, quello che versa la stragrande maggioranza delle tasse, smettesse di sborsare, anche solo per sei mesi , i soldi delle imposte, nessun governo resterebbe in piedi, soprattutto un governo oppressore, grassatore, avido, inciuciato come questo. Ed il bello è che questa volta la rivolta ci sarà senza nessun Masaniello che la susciti, senza nessun partito che si metta alla testa della gente e per questo tanto più pericolosa per la casta, che non avrà mezzi di controllo. La casta ha annusato l’aria di oltretomba che spira sul Parlamento, ed è corsa ai ripari. Come? Ma è semplice! Si chiama il Fido Bossi, gli si dà l’incarico di “bruciare” l’idea della rivolta fiscale ed il gioco è fatto: infatti, chi crede più alla Lega? Che credibilità ha ormai il Carroccio, che nella sua vita ha affermato tutto ed il contrario di tutto? Nessun partito nella storia repubblicana è stato più ondivago: anti papalino e poi sciacallescamente filo cattolico. Eppure ricordo bene le tirate di Bossi in Consiglio Federale contro quel…….del Papa. Ricordo che voleva tirare una riga parallela al Po e spingere il Nord nelle braccia del Protestantesimo (non stupitevi: la megalomania non conosce confini). Prima anti berlusconiano convinto, poi alleato del Cavaliere fino al famoso “ribaltone” sul quale si dovrebbe indagare a fondo, compreso il contemporaneo schizzo del Marco Tedesco oltre ogni previsione, e la situazione debitoria della Fininvest…………. Poi, cassati i manifesti che indicavano i punti dubbi della contiguità fra Berlusconi e la mafia, fra Berlusconi e la P2, la Lega seguì ubbidiente il Capo che riportò il Carroccio sotto le ali munifiche del Cavaliere. Bossi aveva avuto il momento in cui avrebbe potuto sovvertire la cloaca che ci governa; era il 1994. Passò la mano e si accontentò del governicchio, del sottogovernicchio, delle poltrone per il Ghota del Movimento. C’è qualcuno che ricorda qualcosa che Bossi sia riuscito a realizzare del programma della Lega? Non vi viene in mente niente? Risposta esatta! Non ha fatto nulla, nulla di nulla. Ha avuto Ministri e Sottosegretari, magari trombati alle elezioni, questo sì! Ed ora, per tentare di evitare che questo avvenga sul serio, ubbidiente (e forse programmato) ai voleri del padrone, recita la parte del finto rivoluzionario della domenica. Invece di insistere sull’affare Visco – generale Speciale della Guardia di Finanza; invece di battere su ogni piazza sul malaffare dell’Unipol, dei furbetti del quartierino, della Banca di Roma; invece di ululare contro il contratto come consulente che il figlio di Visco ha ottenuto dal solito carrozzone statale (a che cifra, si può sapere?); invece di sollecitare su tutti i muri del Nord Italia il sotto ministro Visco a relazionare sullo scandalo dei Monopoli di stato, che debbono, tra evaso e multe relative oltre 98 miliardi (98 miliardi!) di euro, invece di fare cioè il suo mestiere di capo di un partito di opposizione, il Bossi Umberto fa un favore al sistema e cerca di affondare l’idea della ribellione fiscale rendendola sterile perché proferita da un movimento non più credibile e addirittura ridicolo in certe affermazioni. Bravo, Bossi! Aveva ragione il sen. Tabladini, che chiuse il suo libro sulla grande illusione che è stata la Lega con un frase terribile e vera: “ Bossi è un uomo fortunato: infatti se ci fossero stati sul serio i millantati 200.000 Bergamaschi in armi, Bossi sarebbe finito sotto un metro di terra, giustiziato come traditore della Padania”. Coraggio, la va a pochi!
Fabrizio Belloni
www.frontefriulano.org |
|
|