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Le discariche campane tutelate dall'esercito come il Libano, l'Iraq e l'Afghanistan: viva l'Italia!

 

22 maggio 2008

 

La decisione del governo Berlusconi di ricorrere ai servizi dell'esercito per tutelare le discariche campane, con tutti i politici e i burocrati ladroni di stato responsabili di questo disastro ancora a piede libero ma con il sedere ben incollato alla cadrega, rende questo paese sempre più simile ad una dittatura militare sudamericana: queste ultime, tuttavia, avevano almeno l'onestà intellettuale di presentarsi per quello che erano, mentre il nostro viscido e mortifero regime fasciocomunista si traveste e si dissimula sotto gli abiti di una democrazia di facciata.

 

Non vorrei essere profeta di sventura, ma temo che queste siano le esercitazioni (o visto che siamo nella società dello spettacolo, le prove generali) per preparare i prossimi scenari di guerra "softcore" a tutela del TAV in Valle di Susa e degli altri inceneritori prossimi venturi sparsi per l'Italia. Questi ultimi pesantemente sponsorizzati e finanziati, non dimentichiamolo, da quella associazione per delinquere che si chiama sinistra che, quando si tratta di affari, si salda in un patto d'acciaio con quell'altra associazione a delinquere che si chiama destra (e infatti il TAV lo vogliono entrambi e il nuovo governo Berlusconi si guarderà bene dal revocare i finanziamenti introdotti da Prodi per la costruzione dei mortivalorizzatori). 

 

A differenza delle altre forme di delinquenza organizzata quella politica, per sua natura, è in grado di legalizzare sé stessa nella misura in cui i cittadini la legittimano dandole il proprio consenso in occasione di quei sondaggi a valore legale che si chiamano elezioni: la storia dell'esercito a guardia delle discariche campane dimostra che ogni popolo alla fine ha quello che si merita e che la storia, quando decide di presentare i conti, non fa distinzioni tra colpevoli ed innocenti.

 

Maurizio Gasparello