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Affitto monolocale mansardato completamente arredato in Piazza Vittorio Veneto a Torino |
Città di Torino - Elezioni comunali 2006 - Movimento No Euro
Principio di autogovernoLe esperienze delle ultime giunte di sinistra Castellani e Chiamparino (formalmente eletti direttamente dai cittadini in base alla legge 241/1990), dimostrano come, dietro una parvenza di democrazia reale, le elezioni siano in realtà ormai ridotte al ruolo di un sondaggio con valore legale. I programmi elettorali sono diventati dei minestroni dove si mescolano quantità infinite di ingredienti, dall’ordinaria amministrazione alla scelte di carattere straordinario che incideranno sul futuro urbanistico ed economico della Città per molte generazioni, che costringono i Cittadini ad esprimere il loro consenso globale su pacchetti preconfezionati di proposte secondo la logica del “tutto o niente”, senza la possibilità di discriminare sulle singole scelte programmatiche. Con particolare riferimento alle “grandi opere” (Olimpiadi, riconversione delle aree industriali, costruzione dei parcheggi sotterranei – vedi piazzale Valdo Fusi e piazza San Carlo – ecc.), i Cittadini sono stati costretti in passato ad esprimere il loro beneplacito su idee e progetti appena abbozzati, senza una preventiva informazione sui costi e sull’impatto architettonico dei relativi progetti esecutivi, negando loro gli strumenti essenziali per esprimere un consenso informato. Solo ad esecuzione terminata, pertanto, gli elettori sono stati (o saranno) in grado di formarsi una reale opinione circa le conseguenze che dovranno sopportare per le opere svolte, in quanto costretti a pagare a “piè di lista” i costi, economici ed urbanistici, delle scelte che i politici hanno di fatto preso sopra le loro teste (ma sempre nel nome del bene comune...). Ancora più grave il caso delle opere che vengono decise a colpi di maggioranza e che non sono nemmeno comprese nei programmi elettorali, o sono fatte passare come esecuzione di fumosi e generici capitoli di “riqualificazione della Città”. Al fine di ridurre drasticamente gli spazi di arbitrio del sistema politico locale è necessario che i Cittadini possano decidere anche sui fatti e non solamente sui programmi, riportando sotto il loro diretto controllo la delega concessa agli organi rappresentativi (principio di autogoverno), realizzando così un ragionevole equilibrio tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa. A tale fine occorre dare piena attuazione a quanto previsto dall’art. 8 del “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, introducendo nello Statuto della Città di Torino, oltre al già previsto istituto del referendum consultivo e del referendum abrogativo delle delibere del Consiglio Comunale:
tenendo inoltre conto
In questo modo i politici non potranno più fare quello che vogliono a loro piacimento, ma dovranno rispettare ciò che la maggioranza dei Cittadini ritiene giusto per i propri interessi ed il benessere della propria comunità. Maurizio Gasparello
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