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La Stampa, 23 Aprile 2006

 

Lo scandalo dei cimiteri: il sindaco tra gli indagati

 

LA PROCURA NE CHIEDE PERÒ L’ARCHIVIAZIONE: «NON C’È DOLO»

«Visti gli atti del procedimento 13785/04 a carico di Chiamparino Sergio, Lodi Giuseppe, Vaciago Cesare....». La richiesta di archiviazione dell’inchiesta dei pm Gabriella Viglione e Giuseppe Ferrando delle denunce presentate da numerosi familiari di defunti per come si svolsero le esumazioni di massa nei cimiteri torinesi, due anni fa, comincia con la notizia che anche il sindaco, seguito a ruota dal city manager, era stato iscritto nel registro degli indagati. Si sapeva solo dell’ex assessore ai servizi demografici (Lodi), di un funzionario del Comune (Antonio Dieni) e del dirigente (Stefano Bernardi) della cooperativa «bianca» Ics responsabile delle esumazioni che hanno provocato, per modi e tempi, indignazione, dolore, proteste vibranti dei familiari dei defunti e polemiche politiche.
Il provvedimento dei magistrati, che dovrà essere sottoposto al vaglio di un giudice, sta già sollevando nuove forti reazioni. Prima di registrarle conviene accennare almeno alle conclusioni: «Non rilevano penalmente tutte le situazioni di disservizio, disorganizzazione, inettitudine che possono aver causato le giustificate lamentele dei cittadini». I pm hanno suddiviso le loro valutazioni per titoli di reato. Per quelli di carattere amministrativo, ribadendo che la vicenda «ha costituito momento di grave turbamento e dolore per la collettività... esula dalla competenza dell’autorità giudiziaria la valutazione delle opportunità delle scelte politiche-amministrative». «Per quanto riguarda i reati contro la pietà dei defunti - riassume il professor Mauro Ronco, che rappresenta numerose parti offese - si dà atto che le condotte integrano i profili denunciati ma che non sono sorrette da intenti dolosi. In sostanza, si fa notare che non esiste il vilipendio colposo di cadavere e, perciò, anche per quest’aspetto si chiede l’archiviazione. Non sono assolutamente d’accordo con questa impostazione e farò opposizione alla richiesta dei pm».
Gli indagati sono in tutto 13, la maggior parte dei quali sono dipendenti Ics, accusati per i metodi di esumazione e quindi di vilipendio di cadavere. Patrizia Baldoni, vicepresidente del «Comitato spontaneo apartitico a difesa dei familiari dei defunti» ricorda che nel caso dell’esumazione della sua mamma «quattro addetti in tuta verde senza contrassegni e guanti di lattice presero a calci la gamba destra del corpo di mia madre per rimetterla nel feretro. Non è stato vilipendio di cadavere? Se ci si dice che non c’è stato dolo noi non ci arrendiamo». Il suo dolore trabocca anche a distanza di anni, «perché non c’è sera che io non mi addormenti senza rivedere quell’immagine». Il suo comitato ha assistito in «questa tristissima vicenda» migliaia di torinesi (parenti dei virca 20 mila defunti esumati dal 2002 al 2004), ha presentato denunce penali e promosso una causa civile contro il Comune. «Non vogliamo strumentalizzazioni politiche: i nostri defunti non sono né di destra né di sinistra. Poniamo una semplice questione: il loro rispetto».
L’avvocato Fulvio Gianaria, legale del sindaco: «Atto dovuto l’averlo indagato. Fu denunciato da qualcuno». Agostino Ghiglia, neo-candidato sindaco per An: «Com’è possibile che Chiamparino non abbia alcuna responsabilità nello scandalo dei cimiteri torinesi?».

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi che la legge si applica con i nemici e si interpreta per gli amici, con questa bella pagina della giustizia italiana è servito. Oltretutto si crea un precedente terrificante: se la cosa dovesse ripetersi, qui o in un’altra città, è praticamente certa l’impunità. Ci chiediamo cosa sarebbe accaduto se, delle violazioni del genere, si fossero svolte in un cimitero non cristiano o in una città non guidata da un sindaco sinistro.

La giustizia terrena faccia pure la sua strada: noi ci limitiamo a dire che quanto accaduto, dal punto di vista storico, politico e morale, non ha attenuante alcuna. Ricordiamo ancora il sindaco Chiamparino, nel luglio 2004, difendersi pateticamente in merito a quanto accaduto dicendo che "non aveva ricevuto segnali". Eppure i segnali c'erano stati, eccome, ad iniziare dall'interpellanza presentata dal Dott. Airola in data 10.05.2004 (ESUMAZIONI ANTICIPATE. POST MORTEM, MA NON ANCORA POLVERE): ma evidentemente l'arroganza del sindaco non poteva abbassarsi ad ascoltare l'allarme lanciato da un consigliere di opposizione, o forse il sindaco stesso preferì fare finta di niente e non disturbare il vergognoso business all'origine degli scandalosi eventi (almeno fino a quando non poté proprio più farne a meno).

Nell'estate del 2004, evidentemente, il sindaco poteva permettersi di non sapere che, ormai da mesi, i figli che si recavano nei cimiteri potevano non trovare più i genitori o, peggio ancora, i genitori non trovare più i figli. Ma forse era troppo preso dalla preparazione dell'evento olimpico o a trasformare la città in una culla della cultura per curarsi di simili dettagli da poco conto: peccato che, nel frattempo, sia stata la città a perdere la propria dignità e ad infliggere ferite indelebili nell'animo di molti suoi cittadini, che le manifestazioni all'insegna del "pane e giochi" non potranno mai rimarginare.

Qui possiamo solo lasciare traccia di alcuni documenti a testimonianza e memoria di questa triste vicenda che, in troppi, vogliono dimenticare e fare dimenticare con una fretta che non può non apparire sospetta.

Dal punto di vista politico-amministrativo, vista l'infelice esperienza, siamo del tutto contrari alla mercificazione e alla privatizzazione dei cimiteri torinesi: i servizi cimiteriali devono tornare ad essere un servizio pubblico gestito dal comune e non, come avviene oggi, mediante una S.p.A.

Maurizio Gasparello

 

Contributi e approfondimenti:

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La relazione della Commissione di Indagine

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Lo scandalo delle esumazioni nella Torino Olimpica - 29.04.2005

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La conclusione della vicenda cimiteri - 19.04.2005

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Assegnazione dei servizi cimiteriali alla "Azienda Farmacie Comunali Torino S.p.A." - 19.04.2005

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Scandalo esumazioni: per non dimenticare - 08.04.2005

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Contrordine Compagni! Dalla "Cimiteri S.p.A." all' "Azienda Farmacie" - 02.04.2005

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Dalle "Urne de’ forti" al mercimonio cimiteriale - 17.01.2005

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Commissione Consiliare di Indagine sulle Esumazioni - 14.11.2004

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Cimiteri S.p.A.: no al mercato dei defunti a Torino - 29.10.2004

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Mozione n. 27 - Esumazioni, approvata il 28.06.2004

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Lo scandalo delle esumazioni al comune di Torino - 23.06.2004

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Esazioni del comune fino all'ultima molecola (sapersi fermare in tempo) - 18.06.2004

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Esumazioni anticipate post mortem. ma non ancora polvere - 10.05.2004

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Approvata dalla Giunta la costituzione della società "Cimiteri Torino S.p.A." - 18.12.2001