Home

 

 No Nucleare

No Tav

Documenti

Elezioni

Freelance

Caronte's Corner

Comunicati

Links

Contatti

 

 

 

Affitto monolocale mansardato completamente arredato in Piazza Vittorio Veneto a Torino

Città di Torino - Elezioni comunali 2006 - Movimento No Euro

 

Valorizzazione della lingua e del patrimonio storico - culturale piemontese

 

Se è vero che i dialetti sono le lingue che hanno perso la guerra, quello del Piemontese, non riconosciuto come lingua dallo Stato italiano, è davvero uno strano destino, essendo il Piemonte lo Stato che, con una serie di guerre, unificò l’Italia sotto un’unica bandiera, ottenendo un risultato opposto a quello programmato, con ambizioni e speranze germogliate da velleità savoiarde  supportate da  insufficienti  conoscenza e coscienza della realtà  affrontata. Errore tragicamente reiterato in vicende successive. La ragione di questa anomalia storica è forse da ricercarsi nel fatto che il Risorgimento non fu una guerra tra stati ma una guerra tra dinastie, tesa a conseguire l’egemonia politica e militare della penisola:  infatti, i Savoia quasi subito, commisero il primo tradimento nei confronti della loro gente e della loro terra con il trasferimento della capitale da Torino a Firenze.

 

Tornando ai giorni nostri, quali possono essere le azioni, a livello amministrativo comunale, per cercare di preservare la memoria storica di Torino e del Piemonte, anche a beneficio dei nuovi popoli che stanno cercando di insediarsi ed integrarsi nelle nostre terre e nel nostro ambiente?

 

Considerato il fatto che il Piemontese non è ancora una lingua morta, essendo regolarmente conosciuta  ed utilizzata da alcune centinaia di migliaia di persone, e che grande parte della storia del Piemonte (e quindi dell’Italia) è scritta in documenti redatti in lingua piemontese, ci pare un obbligo politico e morale che Torino non continui ad ignorare, con un atteggiamento “sinistramente” razzista, l’idioma originale delle sue genti autoctone. Proponiamo quindi:

bullet

che la Città di Torino si renda parte attiva nei confronti della Regione Piemonte per ottenere una modifica dello Statuto regionale al fine di ottenere, senza ambiguità di sorta, il riconoscimento ufficiale della Lingua piemontese, al pari dell’Occitano, del Franco Provenzale e del Walser;

bullet

che la Città di Torino, anche mediante le sue Circoscrizioni, promuova in maniera incisiva la conoscenza della storia e della lingua piemontese;

bullet

che il sito ufficiale della Città di Torino, nella sua qualità di capitale regionale, e quelli ad esso collegati (musei, manifestazioni, eventi, ecc.) siano disponibili anche in Piemontese, Occitano, Franco Provenzale e Walser, in collaborazione con le associazioni che si occupano della tutela e della diffusione degli specifici patrimoni culturali. Stessa attenzione dovrà essere posta al materiale multimediale predisposto dalla Città di Torino a fini di promozione turistica e culturale (CD, DVD, ecc.),occasione non colta,anzi  avversata dalla maggioranza cattocomunista in occasione delle Olimpiadi.

 

 Maurizio Gasparello

 

P.S.: sulla Caporetto della Lega Nord nei confronti della Lingua Piemontese in occasione della stesura e dell’approvazione dello Statuto della Regione Piemonte (e sulle patetiche scuse accampate dai quattro prodi consiglieri regionali dell’epoca) è già stata data testimonianza, anche a futura memoria, nelle pagine:

http://www.padania.to.it/Odalengo/Pagine%20Odalengo/Statuto_Lingua.htm