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Città di Torino - Elezioni comunali 2006 - Movimento No Euro
Quanto ci costa il fallimento del Torino Calcio S.p.A.? Chiamparino, perché non rispondi?
Quando preparai l'interpellanza e l'interrogazione sotto riportate, presentate in Consiglio Comunale dall'amico Dott. Airola, non potevo certo immaginare cosa sarebbe successo in questi giorni con la vicenda Moggi - GEA: la speranza che dalle intercettazioni possano emergere elementi per fare chiarezza sul fallimento del Torino di Cimminelli e Romero (costosissimo per le tasche dei contribuenti) è, ad oggi, ancora viva.
Resta il ricordo del Sindaco Chiamparino che, durante la scorsa estate, faceva spallucce sulla vicenda Toro - Stadi, affermando che, se il Torino Calcio S.p.A. fosse fallito, la città si sarebbe trovata con uno stadio nuovo (l'ex Comunale ora Olimpico) gratis: peccato che per la conclusione dei lavori il Comune abbia dovuto sborsare, a preventivo, 10 milioni di euro (20 miliardi di lire). La richiesta dei conti a consuntivo (che saranno sicuramente maggiori) sarà la prima cosa che il Movimento No Euro si propone di fare durante la prossima legislatura.
Rimane il nodo irrisolto della scandalosa fidejussione che il Comune di Torino ha concesso al Torino Calcio S.p.A.: in seguito al fallimento di questa società, sulle spalle dei contribuenti torinesi graveranno altri 10 milioni di euro che, sommati ai precedenti 10, fanno 20, per un totale di 40 miliardi di lire... non male per uno stadio che, secondo Chiamparino, doveva arrivare alla città gratis (o forse si riferiva la fatto che tanto lo paghiamo noi e non lui?). Ci corre inoltre l'obbligo di ringraziare il Sindaco per il cinismo dimostrato sulla vicenda, anche a nome di tutti i tifosi granata (che, nella doppia veste di contribuenti - tifosi, sono stati gabbati due volte).
Ricordiamo infine che, in barba ad ogni legge ed ogni regolamento, l'interrogazione del 1/12/2005, che chiedeva chiarimenti sull'affare della fidejussione, è rimasta senza risposta. Il voto a No Euro è un contributo affinché la questione non rimanga insabbiata tra le pieghe del bilancio comunale, all'insaputa dei Cittadini.
Maurizio Gasparello
C I T T À D I T O R I N O Torino, 01/12/2005 INTERROGAZIONE: QUANTO CI COSTA IL FALLIMENTO DEL TORINO CALCIO S.P.A.? Il sottoscritto Consigliere Comunale preso atto - del fallimento del Torino Calcio S.p.A. INTERROGA il Sindaco e gli Assessori competenti per sapere: I. con quali criteri il Comune di Torino rilasciò la fidejussione a favore del Credito Sportivo per garantire il mutuo concesso al Torino Calcio S.p.A. finalizzato alla ristrutturazione dello Stadio Comunale, considerato il fatto che, già a quel tempo, il Torino Calcio S.p.A. era debitore verso l’erario per oltre 15 milioni di euro e che, pertanto, la sua situazione patrimoniale iniziava già allora a mostrare crepe preoccupanti; II. a quanto ammonta l’importo che il Comune di Torino – e quindi i contribuenti torinesi – dovranno sborsare per onorare la suddetta fidejussione, e quali saranno le fonti di copertura; III. quali saranno gli altri oneri derivanti al Comune di Torino dal suddetto fallimento, e dove saranno trovate le relative coperture di bilancio; IV. se questa amministrazione si sente di escludere l’eventualità che i creditori del Torino Calcio S.p.A. che hanno effettuato le loro prestazioni nell’ambito della ristrutturazione dello Stadio Comunale possano rivalersi sull’immobile a tutela dei loro interessi patrimoniali. Giovanni AIROLA
C I T T À D I T O R I N O INTERPELLANZA: “QUALI CONSEGUENZE PER LA FINE DEL TORINO CALCIO S.P.A.?” PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE AIROLA IN DATA 08 SETTEMBRE 2005 Il sottoscritto Consigliere Comunale preso atto 1) che in data 25.06.2003, con delibera del Consiglio Comunale, il comune di Torino trasferiva al Torino Calcio S.p.A. il diritto di superficie dello Stadio Comunale, dietro obbligo di procedere, da parte dello stesso Torino Calcio, alla ristrutturazione dell’impianto sportivo secondo le proprie esigenze, compatibilmente con le necessità collegate allo svolgimento dei XX Giochi Olimpici Invernali del 2006 (il Comunale sarà la sede di inaugurazione dei Giochi); 2) che, nel bilancio chiuso al 30.06.2004 (approvato il 14.01.2005), tra le voci dell’attivo dello stato patrimoniale del Torino Calcio S.p.A.– immobilizzazioni materiali in corso ed acconti – erano iscritti € 2.500.000,00 quale compenso pattuito per l’acquisizione del diritto di superficie sullo Stadio Comunale e € 2.976.293,06 per costi sostenuti per progetti di massima e lavori di ristrutturazione relativi allo stesso Stadio; 3) che nel corso del successivo esercizio la voce “immobilizzazioni materiali in corso ed acconti” è sicuramente notevolmente aumentata, in quanto i lavori di ristrutturazione sono stati nel frattempo quasi completamente ultimati 4) che in data 26.11.04 il credito sportivo deliberò la prima tranches di € 22.000.000,00 del mutuo finalizzato alla ristrutturazione dello stadio; 5) che, sempre nel bilancio del Torino Calcio S.p.A., al 30.06.2004 i debiti tributari ammontano a € 23.672.846,27 (contro € 15.557.734,27 al 30 giugno 2003 e, da fonti di stampa, ai circa € 42.000.000,00 odierni); 6) che i predetti debiti tributari sono anche costituiti da addizionale comunale Irpef e che, di conseguenza, il Comune di Torino è creditore del Torino Calcio S.p.A.; 7) che, date le note vicende che hanno portato alla liquidazione del Torino Calcio S.p.A., non sono stati completati i quasi ultimati lavori di ristrutturazione dello Stadio Comunale; 8) che la delibera del consiglio comunale di cui al p. 1 prevede che, in caso di inadempienza da parte del Torino Calcio S.p.A. a terminare la ristrutturazione dell’impianto entro il 31.08.2005, il Superficiario perderà le spese ed i costi precedentemente sostenuti per le opere di ristrutturazione, riconsegnando immediatamente lo stadio alla Città di Torino, che provvederà a terminare l’opera; 9) che, di conseguenza, il credito sportivo, l’erario, gli istituti previdenziali ed assicurativi, il personale dipendente e tutti gli altri creditori dal Torino Calcio S.p.A. saranno pesantemente danneggiati nel recupero dei loro crediti a causa degli effetti della convenzione a suo tempo stipulata tra il Comune di Torino e lo stesso Torino Calcio S.p.A., in quanto è previsto l’azzeramento delle spese e dei costi iscritti a bilancio a fronte dei lavori di ristrutturazione dello Stadio Comunale in caso di inadempienza da parte della società calcistica; 10) che lo svincolo dei giocatori del Torino ha provocato l’azzeramento di un’altra importante voce del suo attivo patrimoniale (“diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori”: contabilizzati € 7.362.811,56 nel bilancio al 30.06.2004), con ulteriore danno per i creditori della società in discorso, primo fra tutti l’amministrazione finanziaria; beneficiari: tutte le società calcistiche che hanno potuto tesserare gli ex-giocatori granata a parametro zero (tra le quali figurano società che non ottemperano con regolarità all’adempimento dei loro obblighi tributari e previdenziali o che hanno recentemente ottenuto pesanti agevolazioni per potere “spalmare” i loro debiti verso l’erario); 11) che, nonostante le garanzie patrimoniali personali offerte, a detta della proprietà, il Torino Calcio S.p.A, non è riuscito ad ottenere dal sistema bancario la famosa fidejussione che avrebbe evitato tale disastroso epilogo ; 12) che abbiamo recentemente letto dichiarazioni alla stampa secondo le quali, per il bacino di utenza della Città di Torino, due squadre sono troppe; 13) che vi può essere pertanto il ragionevole dubbio che, intorno alle ultime vicende del Torino Calcio S.p.A., vi sia stato un “fumus” persecutorio che ne ha agevolato, se non determinato la fine; 14) che la sensazione che la fine del Torino Calcio S.p.A. sia stata in qualche modo “pilotata” da soggetti che ne avrebbero tratto vantaggio, è condivisa anche dall’ex-sindaco di Torino Novelli, che ha dichiarato al giornale “La Stampa” del 31.08.2005 «Resta inspiegabile come non sia stata trovata una fidejussione a fronte di garanzie solide come i beni immobili e i titoli di Stato. C’è stata la volontà di affossare il Toro»; 15) che il Torino Calcio S.p.A. parrebbe avere accumulato pesanti ritardi nel pagamento dei fornitori che hanno operato alla ristrutturazione dello Stadio Comunale; 16) che la Juventus F.C. S.p.A., non ha ancora iniziato i lavori di ristrutturazione dello stadio “Delle Alpi” ottenuto in convenzione dal Comune di Torino (lavori che dovevano iniziare lo scorso mese di luglio) e che ha chiesto l’uso dello Stadio Comunale per campionato 2006-2007; accertato a) il pesante intreccio tra i conti del Torino Calcio S.p.A. e la Pubblica Amministrazione, nonché le pesanti ripercussioni che, presumibilmente, la liquidazione del Torino Calcio avrà sugli assetti economici e patrimoniali dei suoi creditori; b) che è necessario chiarire alla cittadinanza il futuro della questione degli stadi Comunale e Delle Alpi e i relativi risvolti economici sulle casse del Comune di Torino; il Sindaco e gli Assessori competenti per sapere: I. a quanto ammonta l’importo dei lavori eseguiti e non pagati ai fornitori che hanno prestato la loro opera nella ristrutturazione dello Stadio Comunale da parte del Torino Calcio S.p.A. e se questo importo sarà accollato al Comune di Torino al fine di potere terminare i lavori in tempo per l’inaugurazione dei prossimi giochi Olimpici Invernali; II. se il Comune di Torino intende verificare la possibilità di effettuare ricorso contro lo svincolo dei giocatori del Torino Calcio S.p.A. a tutela del suo credito Irpef per addizionale comunale vantato nei confronti di codesta società; III. a quanto ammonta l’importo del suddetto credito Irpef per addizionale comunale di competenza del Comune di Torino; IV. se questa Amministrazione ritiene opportuno richiedere eventuali indagini da parte della Magistratura per verificare se, nella vicenda fin qui esposta, non siano intervenuti soggetti che abbiano tentato di procurare a sé o ad altri vantaggi conseguenti alla fine del Torino Calcio S.p.A., nonché per accertare se non vi siano state irregolarità da parte del sistema bancario nel rifiutare al Torino Calcio S.p.A. la famosa fidejussione da presentare all’Agenzia delle Entrate, nonostante le garanzie reali prestate; V. quali sono i programmi della Juventus F.C. S.p.A. in merito alla ristrutturazione dello Stadio Delle Alpi; VI. se questa Amministrazione intende seguire e dare pubblica informazione alla cittadinanza in merito agli esiti della liquidazione del Torino Calcio S.p.A. e dei suoi risvolti sui conti del Comune di Torino. Giovanni AIROLA
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