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Pane al pane, di Lorenzo Mondo
La Stampa, 08 Ottobre 2006
La scuola TRA le balordaggini di una legge
finanziaria che suscita una ribellione pressoché unanime, ce n’è una che
riguarda il capitolo della scuola. Il governo ha pronto un disegno di legge che,
tenendo dietro all’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni, si propone di
incentivare le promozioni degli alunni «con attività di accoglienza,
rimotivazione e riorientamento, nonché l’individualizzazione della didattica in
modo da tener conto delle diverse forme di intelligenza e dei diversi stili di
apprendimento». È un linguaggio che, qualunque cosa voglia dire, boccia senza
appello gli esperti del ministero e induce di per sé a scattare in cerca del
trucco sotteso alla fumisteria delle parole. Lo ha fatto per prima Italia
Oggi che, andando oltre il citato preambolo, ha segnalato il proposito
di ridurre del 10 per cento il numero dei respinti nella scuola secondaria di
secondo grado. Con questo, si risparmierebbero 18,6 milioni di euro nel 2007 e
56 milioni a partire dall’anno successivo. Il risultato comporterebbe infatti
meno classi, meno professori e meno bidelli.
Dedicato alla scuola statalista e agli statalisti: "Tutto nello Stato, nulla al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato" - Benito Mussolini, 1925 Webmaster
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