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GUIDO PIANO 8 luglio 2008
La gente si lamenta dell’aumento del costo dei carburanti ma, a giudicare da come continua a guidare, la benzina e il gasolio costano ancora troppo poco.
Nelle autostrade si vedono i soliti idioti che, correndo ben oltre il limite dei 130 km orari, lampeggiano come degli ossessi a tutti quelli che si trovano loro davanti al grido di “via tuti che pasu mi”; nelle città beceri tamarri, spesso in giacca e cravatta con o senza SUV, sgommano al semaforo come se fosse la partenza del gran premio di Montecarlo; pazzi isterici di entrambi i sessi ed ogni età invitano - con il labiale o il più multietnico e multiculturale dito medio - tutti coloro che percorrono le strade cittadine rispettando i limiti di velocità ad intrattenersi con rapporti sessuali contro natura.
Ora, incurante delle contumelie di cui sopra, ho fatto una prova: non abituato a calcare le strade con il cipiglio di un pilota di formula uno, ma nemmeno con la lentezza di un pensionato che guida anche d’estate con in testa l’immancabile “caplin”, mi sono limitato a non superare i 110-120 km/h in autostrada, i 90 in tangenziale e i 60 di tachimetro in città (che corrispondono a circa 55 reali, per cui nei limiti di tolleranza previsti dal Codice della strada). Ebbene, con piccoli aumenti dei tempi di percorrenza più che accettabili nei percorsi extraurbani (oltretutto facilmente recuperabili: basta partire un po’ prima) e del tutto insignificanti in città (dove permane comunque la possibilità tecnica di svegliarsi cinque minuti prima al mattino ed evitare così di guidare come dei truzzi per arrivare in tempo al lavoro), ho risparmiato tranquillamente intorno al 15% di carburante. Per chi guida abitualmente con l’aggressività isterica dell’italiota medio i margini possono arrivare serenamente al 20% - 25%.
Senza attendere i miracoli dei guru dello “sviluppo sostenibile”, che ci promettono un roseo futuro di auto all’idrogeno o ad energia solare per continuare a guidare come dei pirla ma in maniera economica e politicamente corretta dal punto di vista ambientale, per smettere di lamentarsi degli aumenti di benzina e gasolio sarebbe sufficiente fare una cosa semplice semplice oggi già alla portata di tutti: andare più piano. I benefici, oltre che per le nostre tasche, ci sarebbero anche per l’ambiente, per il nostro cuore e i nostri nervi e, ultimo ma non ultimo, per la nostra incolumità, visto che viaggiando più lentamente le probabilità di spiaccicarsi contro un palo o di volare giù da un cavalcavia diminuiscono vorticosamente.
Questa incredibile rivoluzione del buon senso, tuttavia, ha il demerito di ingrassare meno le tasche dei petrolieri e dei paesi produttori di petrolio e, peggio ancora, di deprimere la crescita economica, essendo un formidabile metodo per fare abbassare il PIL: meno spreco di carburanti, pneumatici e lubrificanti, meno usura dei veicoli, meno lavoro per mezzi di soccorso, carrozzieri, ospedali e pompe funebri. Davvero un bel problema per rispettare i parametri di Maastricht e rilanciare lo sviluppo e la crescita del paese. E forse questi sono i motivi per cui, stranamente, nessun mezzo di informazione si è premurato di far passare l’idea che il primo metodo per rispondere all’aumento dei prezzi dei carburanti è consumarne di meno, non necessariamente facendo meno strada, ma semplicemente andando più piano.
Maurizio Gasparello
GUIDO PIANO
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