
Fonte: http://www.beppegrillo.it/
23 Marzo 2008
Robert Kennedy e il PIL
Quarant’anni fa,
Robert Kennedy tenne
un discorso sulla reale ricchezza delle Nazioni e sul PIL. Tre
mesi dopo fu assassinato.
Cos’è il
PIL, il Prodotto
Interno Lordo? Il misuratore della crescita della società? La trasformazione in
denaro, un concetto astratto, della nostra salute, del nostro tempo,
dell’ambiente? Nessuno ha mai calcolato il COSTO del PIL. I
danni dei capannoni vuoti, delle merci inutili, dei camion che girano vuoti come
insetti impazziti, della distruzione del pianeta. Nessuno ha mai stimato
il valore del tempo perduto per le code, per gli anni sprecati a
lavorare per produrre oggetti inutili. Per gli anni buttati per comprare
oggetti inutili creati dalla pubblicità. Il tempo, la Terra, la vita,
la famiglia (gli unici importanti) sono concetti troppo semplici per il PIL. Un
mostro che divora il mondo. Lo mangia e lo accumula. Lo digerisce e lo trasforma
in nulla. L’equazione PIL = ricchezza è un incantesimo. I
prodotti inutili non diventano utili perché qualcuno li compra.
“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
Profezia Creek.
Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas:
"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione
nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza
fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né
i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la
pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre
autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre
porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende
programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti
ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili
e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione
della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa
per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si
ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie,
della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non
comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari,
l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei
rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro
coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra
compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di
essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere
orgogliosi di essere Americani."