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CROLLO NEI MERCATI
STATUNITENSI: UNA PROSPETTIVA ISLAMICA
Postato il Giovedi 9 Ottobre
2008 (19:00) di marcoc
DI LIAQUAT ALI KHAN
Counterpunch
Chiamatelo conseguenze delle irresponsabili invasioni Statunitensi, chiamatelo
irrazionale esuberanza degli “short seller” [venditori allo scoperto, ndt.],
chiamatelo catastrofe del “subprime lending” [un tipo di prestito ad alto
rischio, ndt.], chiamatelo cattiva gestione dei prodotti finanziari, biasimatelo
come volete, i mercati Statunitensi stanno fronteggiando un crollo senza
precedenti e i più catastrofici non sono molto convinti delle promesse del
pacchetto federale di salvataggio. Ironicamente, Wall Street ha notato che gli
investimenti conformi alla Shariah – che evitano il rischio speculativo e
l’ingordigia oberata dai debiti – sono andati molto meglio adesso che i mercati
sono nei guai. Negli ultimi anni, gli investimenti conformi alla Shariah nei
mercati occidentali sono cresciuti a più di mezzo trilione di dollari.
La finanza islamica sta attraendo una grande curiosità in ambito accademico.
Molti esperti che hanno partecipato all’ottavo Forum sulla Finanza Islamica
all’Università di Harvard tenutosi lo scorso aprile si sono chiesti se il
finanziamento islamico avrebbe potuto prevenire il crollo che i mercati
Statunitensi stanno fronteggiando soprattutto a causa dei debiti dei mutui e dei
titoli supportati dai mutui – adesso conosciuti come “investimenti tossici”.
Questo commento legale mette in luce i due principi fondamentali del
finanziamento islamico che ho presentato al Forum.
Investimenti ad Alto Rischio
Il Corano vieta al-Maysir o rischio speculativo, avvisando i fedeli di
evitare i giochi della sorte in cui la probabilità di perdita è molto più alta
della probabilità di guadagno (2 a 219). Gli investimenti conformi alla Shariah,
quindi, evitano il rischio speculativo, includendo opzioni di tasso d’interesse,
opzioni di azioni pure, futures, derivati e numerosi prodotti finanziari
presumibilmente progettati per tutelare gli investimenti. Molti di questi
prodotti finanziari attraggono speculatori nella speranza di fare soldi
velocemente. Quando i manager dei fondi fiduciari, sotto le pressioni
istituzionali di dimostrare il profitto, ricorrono al rischio speculativo,
investimenti hedge diventano strategie suicide per la distruzione finanziaria.
Alla ricerca di avidità e brivido, semplici investimenti in compagnie impegnate
in attività socialmente utili sono diventati poco allettanti, persino noiosi,
per il loro presumibilmente basso tasso di rendimento – spesso una profezia
auto-avverantesi. Miliardi di dollari vengono buttati su compagnie che
promettono enormi profitti ma che non producono niente. Mentre l’Islam permette
di rischiare in investimenti in progetti di ricerca socialmente benefici,
proibisce investimenti in compagnie che vendono alcol, tabacco, pornografia,
debito e armi – prodotti che pregiudicano la nostra salute e la nostra
sicurezza.
Alcune strategie di investimento dilaganti nei mercati non sono solo moralmente
corrotte ma anche socialmente dannose. Gli “short seller”, per esempio, fanno
soldi quando le compagnie crollano e chiudono. Capovolgendo la logica
convenzionale dell’investimento, gli “short seller” si augurano che le compagnie
crollino invece di prosperare, visto che fanno più soldi quando le aziende fanno
bancarotta, i lavoratori e gli impiegati perdono il lavoro e i fondi pensioni
evaporano attraverso azioni in calo dell’azienda. Questi cinici investimenti,
propagandati come utili forze che bilanciano il mercato, sono contrari alla
legge islamica.
Debiti fruttiferi
Oltre a vietare investimenti ad alto rischio, il Corano proibisce anche gli
investimenti a rischio zero. Il bando è contro la riba, l'interesse sul
prestito, che è severamente proibito. L’Islam non vieta gli investimenti
passivi. E non proibisce neanche di concedere prestiti a interesse a tasso zero.
Il debito non è contrario alla legge islamica. Far pagare l’interesse lo è.
Sebbene molti esperti sostengono che l’usura, e non l’interesse, sia proibito
sotto la legge islamica. La maggior parte degli accademici musulmani concordano,
tuttavia, sul fatto che l’interesse sul prestito sia contrario alla Shariah.
Confutando le tesi che i soldi hanno valore temporale o che l’interesse è
analogo al profitto, il Corano offre il principio categorico che “il commercio è
permesso ma l’interesse no”. (2:275). Il bando contro l’interesse è stato deciso
non solo per salvare i poveri da prestatori senza scrupoli, ma anche per
scoraggiare gli investitori che pretendono un rendimento fisso sui loro
investimenti e si rifiutano di prendersi il rischio di impegnarsi in utili
affari.
Contrario ai principi islamici, il prestare in generale, e il “subprime lending”
in particolare, erano destinati a danneggiare i mercati finanziari statunitensi
per due ragioni ben distinte. Primo, il debito unito ad un alto interesse si
stava estendendo a persone che semplicemente non avevano i mezzi di ripagare i
debiti. Questa era usura. Secondo, i mutui immobiliari non erano più una
decisione prudente di investimento, visto che molti investitori stavano facendo
affari nell’immobiliare con prezzi inflazionati. Banche di investimento e altri
falchi di Wall Street stavano convertendo mutui in titoli negoziabili,
trasformandoli in obbligazioni fruttifere. Queste stravaganti obbligazioni hanno
iniziato a fallire quando i beni alla base vennero pignorati o svalutati. Il
debito si rivelò mortale e i suoi titolari in bancarotta.
Una distruzione condivisa
Tra i proibitivi limiti del maysir (rischio speculativo) e della riba
(rischio zero), tuttavia, la legge islamica permette creatività nei mercati
finanziari dove gli investitori mobilitano un surplus di soldi per la produzione
e distribuzione di beni e servizi halal (Kasher) [onesti, ndt.]. Questi
mercati permessi non sono né privi di rischi né inclini al rischio
irresponsabile. Sebbene innovativi e autentici, i mercati sono caratterizzati da
valori di giustizia, trasparenza e ragionevoli profitti. Sono liberi da pratiche
rapaci che corrompono le transazioni con avidità e impongono stenti ai poveri, i
vecchi e i principianti.
Il pacchetto federale di salvataggio che l’amministrazione Bush sta spacciando
come una cura veloce di tutti i problemi avrà l’unico risultato di aggravare il
cancro di debiti fruttiferi alla base. È improbabile che l’afflusso di più soldi
riformerà istituzioni e compagnie costruite su strati di debiti fruttiferi.
Quando i migliori e i più brillanti sono impegnati nel trovare modi con cui fare
soldi con altri soldi, e nient’altro, il sistema può sembrare creativo e
intelligente ma è equipaggiato per una distruzione condivisa.
Ali Khan è professore di Legge all’Università Washburn a Topeka,
Kansas
Titolo originale: "Meltdown in American Markets "
Fonte: http://www.counterpunch.org
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27.09.2008
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANGELA CORRIAS