
La
Val di Susa
e l'Europa
http://www.mclink.it/personal/ME3643/Edito05/susa20051208.htm
di Ida Magli
ItalianiLiberi
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8 Dicembre 2005
C’è
qualcuno che dica la verità sul comportamento dei politici nei riguardi della
questione della Val di Susa? No, mille volte no.
Proviamo allora a dirla noi. E’ tanto facile che si riassume in una sola parola:
Europa. Si debbono eliminare i confini fra gli Stati per realizzare quell’Europa
che da anni procura a tutti i popoli danni e amarezze di ogni genere. E’ per
questo, esclusivamente per questo che è stato progettato il più pazzo tunnel
sotto le Alpi che si potesse immaginare.
La violenza di questa operazione è analoga alla violenza con la quale l’unione
europea, pezzo per pezzo, Trattato per Trattato, Istituzione per Istituzione, è
stata pensata e portata avanti fino ad oggi. Senza discuterne, senza consultare
il parere o la volontà degli abitanti, e tanto meno dei cittadini, ogni Stato,
ogni Nazione è stata privata della sovranità, della indipendenza economica,
della propria moneta, della propria lingua, dei propri confini territoriali.
Tutto quello che è stato possibile realizzare “a tavolino” mettendosi d’accordo
fra Governanti e imponendolo ai sudditi, ha trovato la massima collaborazione
nei politici italiani la cui fama di traditori dei sudditi e di umili servi
degli stranieri sussiste da duemila anni senza tema di smentite. Nulla di più
facile, perciò, che smantellare per prima cosa l’Italia privandola di ciò che di
meglio possedeva per metterlo a disposizione degli “europei”. Non vi dice nulla,
cari Italiani, che l’inaugurazione della Scala, il teatro d’opera più famoso del
mondo, sia avvenuta con un’opera straniera, con un direttore straniero? Vogliamo
forse, facendo questo rilievo, contestare Mozart? Sicuramente no. Ma se c’è una
cosa che non manca per l’inaugurazione annuale della Scala è il repertorio di
opere italiane e la grandezza di direttori d’orchestra italiani…
Una cosa, però, si sta dimostrando non facile per i distruttori delle Nazioni:
eliminare le montagne. E per giunta proprio le montagne che impediscono di
impadronirsi del tutto dell’Italia, la Nazione che era previsto che dovesse
sciogliersi come neve al sole nell’unione europea e farsi invadere da Nord così
come è invasa da tutti gli altri confini.
E’ questo il motivo per il quale all’improvviso governanti e politici pieni
della più incredibile clemenza verso criminali, mafiosi, ladri, clandestini,
assassini, stupratori, guerriglieri, hanno alzato alte grida, hanno imbracciato
i manganelli, hanno proclamato “la linea dura” verso i migliori, i più onesti
dei cittadini, i silenziosi abitanti di quelle bellissime valli che sono soliti
guardare alle Alpi come alla propria casa, che rispettano la montagna come
rispettano se stessi. La “linea dura” con la più stupida, la più falsa delle
motivazioni: l’Italia non può rimanere isolata. Un’affermazione che, però,
nasconde e rivela il vero motivo. L’assillo di creare vie di comunicazione
dipende dall’assillo di dimostrare l’unità del territorio, cancellando perfino
la geografia dell’Europa, estendendola verso l’Asia e inglobando il Medio
Oriente (non ci deve rientrare perfino Israele, perfino la Palestina nella folle
ossessione dei distruttori dell’Occidente?). Il commercio non c’entra, la
competitività non c’entra. Sono i prodotti che dobbiamo coltivare, non le strade
più rapide per trasportarli, e noi, gli Italiani, stentiamo sempre di più a
produrre perché non abbiamo un futuro, perché non ci permettono di credere nel
nostro ingegno.
La questione della Val di Susa, dunque, è una questione fondamentale per tutti
noi. Con l’ambientalismo, ma oltre all’ambientalismo. La reazione dei politici
ne è la prova più forte: alludere alla presenza di eventuali movimenti
“eversivi” include una minaccia che mai fino ad oggi era stata sbandierata. Ma
noi, gli Italiani che amano l’Italia e la sua indipendenza, dobbiamo non
soltanto far riflettere ma anche far conoscere il più possibile a coloro che
sono stati tenuti all’oscuro delle istituzioni attuate silenziosamente dai
governanti europei che è già pronta “l’europolizia” per gli eventuali dissidenti
nei confronti di opere di interesse europeo. Questo significa che, in teoria,
potrebbero giungere in Val di Susa poliziotti tedeschi o francesi o spagnoli…
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Roma, 8 Dicembre 2005