Fonte: http://www.notav.eu/modules.php?name=News&file=article&sid=3354
Treni, super-velocità per
un super-disastro
Da la Stampa, anno 124, n. 154:
Il contributo dei treni ad alta velocità alla
risoluzione dei problemi ambientali è paragonabile a quello dell'atterraggio su
Marte alla soluzione dei problemi nel Terzo Mondo». Lo scrive il
Guardian, aggiungendo che «lo "spaziamento in orizzontale"
della società stimola la richiesta di viaggio, aumenta il consumo energetico e
l'inquinamento». Chi crede che si risparmi tempo, deve sapere che ciò può
avvenire solo a prezzo di poche fermate e di viaggi superiori agli 800 km.
La tesi avanzata dal
quotidiano d'Oltremanica verte sulla cosiddetta «iper-mobilità» (il muoversi a
ritmi sempre più frenetici): «Una chimera destinata a beneficiare i
pochi a dispetto dei molti, e che oltre ad essere deleteria dal punto di vista
sociale ed economico preannuncia un ulteriore declino dell'ambiente urbano.
I treni ad alta velocità incidono pesantemente sull'inquinamento. Contaminano
spazio, tempo, cervello. Di solito - osserva il Guardian - si presta attenzione
al primo fenomeno, ma non agli altri due. Il tempo è una risorsa preziosa che
dovrebbe essere conservata per realizzare prodotti di utilità sociale».
Succede invece che quello stesso tempo «risparmiato» grazie ai mezzi superveloci
viene investito per coprire nuove distanze, e la corsa non finisce mai.
In
proporzione ci vuole più tempo per andare al supermercato o a trovare
parcheggio, che per fare una gita di un giorno a Parigi, Bruxelles o Stoccolma.
«Ma l'esperienza dei Paesi ad alto sviluppo di reti ferroviarie superveloci -
ammonisce il quotidiano britannico - dovrebbe insegnarci che questo nuovo
sistema non farà altro che congestionare ulteriormente il traffico urbano».
Infatti si impiega la stessa quantità di tempo per raggiungere le stazioni
ferroviarie delle linee superveloci che per effettuare il viaggio in sé. E se
c'è «questa smania di guadagnare tempo, è perché siamo sempre più
convinti che ciò che si farà domani è più importante di quello che si fa oggi e
che velocità e agende stracolme di appuntamenti siano sinonimi di importanza
sociale».
Secondo il Guardian, «le linee ferroviarie ad alta velocità offrono un'iper-mobilità
per pochi e una dipendenza psicologica da mezzi di trasporto altrettanto
superveloci, in grado di "stare al passo" con il viaggio in treno. Buona parte
degli spostamenti da e verso le stazioni ferroviarie avverrà molto probabilmente
su automobili, con macchine ad alte prestazioni, poiché il cliente "dell'alta
velocità" non vuole di certo perdere i vantaggi della linea superveloce
utilizzando una volta sceso dal vagone un mezzo di trasporto più "lento"».
Il Guardian avanza l'ipotesi che il trasporto ferroviario superveloce possa
addirittura aumentare il numero di vetture in uso, cancellando così gli sforzi
per ridurre i gas di scarico ed il consumo energetico. «Siamo così presi dallo
spostarci da A a B che la qualità dell'ambiente viene relegata all'ultimo posto.
Chi viaggia ad alta velocità rende davvero un servigio al degrado ed alla
diffusione dei problemi ambientali». Come puntualizza il quotidiano,
dietro l'impiego sempre più massiccio di capitale nella costruzione di reti
ferroviarie velocizzate ci sono gli interessi di grosse compagnie che senza
dubbio traggono i loro utili dalla «smania di supremazia tecnologica».
Un esempio è l'acciaieria
Thyssen, fornitrice ufficiale del materiale per il
tratto ferroviario Essen-Bonn e Amburgo-Hannover, meglio conosciuto come «Transrapid»,
la risposta tedesca al TGV francese.
«I progetti delle linee superveloci - continua il Guardian - svolgono lo
stesso ruolo delle industrie belliche: consumano capitale, deviano le risorse
già insufficienti verso progetti di poca utilità e sono giustificati dalla pura
ideologia». Chi ne trae vantaggi è una piccola fetta della società,
costituita per la maggioranza da maschi, in età compresa tra i 25 e i 45 e
generalmente ben salariati. Penalizzate ' invece quelle categorie meno abbienti
o socialmente meno incisive come la maggior parte delle donne, i giovani, gli
anziani, i poveri e i disoccupati.
«Il movimento ferroviario - prevede il quotidiano - diventerà sempre più simile
a quello aereo sia nei modi che nei tempi, nella clientela che servirà e nella
sua totale inutilità ai fabbisogni della maggioranza. E' arrivato il momento di
vedere la linea ferroviaria veloce per quello che è: senza vantaggi sociali,
ambientali o di trasporto». La conclusione del Guardian è cupa: «la
linea veloce vanta l'equazione "treno = amico dell'ambiente", ma in realtà
distorce il sistema ferroviario e genera una forza distruttiva che porterà a un
prosciugamento sul piano economico e a una rovina su quello ambientale».

L'annata 124 de La
Stampa corrisponde all'anno 1990, il numero 154 presumibilmente alla prima
settimana di giugno ed è per questo che questo articolo trova posto nella
categoria "Topi di Biblioteca".
E' un peccato non conoscere il nome dell'autore dell'articolo originale del
Guardian.
