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Il nuovo orario di Trenitalia taglia anche l'Alta Velocità

Da metà giugno meno frequenze sulla linea Torino - Milano

 

da "La Stampa" del 30 maggio 2008, pag. 69

 

Allarme rosso per i torinesi. Trenitalia, dopo il declassamento dell'Eurostar per la Puglia, ha in mente altre tristi novità: «Con il nuovo orario semestrale che entrerà in vigore il 15 giugno - ci scrive un gruppo di utenti -, sulla linea Torino - Milano si passerà dalle attuali 14 coppie al giorno (5 Alta Velocità, 1 Eurostar per Milano - Roma, 3 TGV per Parigi, 4 Intercity per Venezia, 1 Intercity per Trieste) a 12 coppie (vengono eliminati 1 Alta Velocità ed 1 Intercity per Venezia). (...) Nel senso da Torino a Milano, comunque, le due soppressioni si noteranno poco, dato che vengono soppressi due treni seguiti o preceduti a distanza di dieci minuti da treni di livello simile (chi prendeva il soppresso Av delle 13,55 potrà prendere l'Ic delle 14,05, mentre chi prendeva il soppresso Ic delle 17,05 potrà prendere l'Av delle 16,55). (...) Ma il vero scandalo di questa linea, che mi auguro venga finalmente risolto con il nuovo orario, è che vengano impiegati dei treni Alta Velocità a composizione ridotta: solo 8 carrozze invece delle 12 in uso nel resto d'Italia (...)».

° ° ° ° °

Da questo articolo appare evidente che, vista l'utilità del TAV, i suoi sostenitori possono essere suddivisi in due categorie: quelli che lo sostengono perché vogliono mangiarci sopra e gli utili idioti che si lasciano imbibinare dalla propaganda di regime.

 

Maurizio Gasparello

 

2 giugno 2008

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http://ilcorrosivo.blogspot.com/2008/05/meno-treni-per-tutti.html

sabato 31 maggio 2008

Meno treni per tutti

 
Marco Cedolin

L’ad delle Ferrovie di Stato Mauro Moretti in contemporanea con l’introduzione del nuovo orario estivo che entrerà in vigore fra 2 settimane ha annunciato cospicui tagli dei servizi ferroviari che complessivamente ridurranno di circa il 3% il già scarso volume dell’offerta attuale.
Diminuiranno i collegamenti con Francia e Germania e verranno eliminate alcune corse di Intercity ed Eurostar, determinando un’ulteriore riduzione delle opzioni offerte ai viaggiatori. Verranno chiuse definitivamente altre 27 biglietterie “tradizionali”sostituite dalle macchinette automatiche e saranno ridimensionati notevolmente gli impianti del servizio cargo che scenderanno da 314 a 198.

I motivi di questa nuova riduzione dei servizi ferroviari per passeggeri e merci, secondo Moretti, sono da ricercarsi nella pesante situazione economica del Gruppo che continua ad essere oberato da rilevanti perdite che rischierebbero di condurlo sulla stessa strada già percorsa da Alitalia, nonostante in questi ultimi anni i tagli dei costi e del personale (20.000 lavoratori in meno negli ultimi 8 anni) e gli aumenti del prezzo dei biglietti siano stati praticamente all’ordine del giorno.

Moretti lamenta la necessità di maggiori finanziamenti da parte dello Stato e delle Regioni, ma finge di dimenticare le immense risorse pubbliche drenate nel corso degli ultimi 15 anni dalla costruzione delle infrastrutture per l’alta velocità ferroviaria che non rispondono ad alcuna delle esigenze dei viaggiatori e delle imprese che necessitano di movimentare le proprie merci. All’alta velocità Moretti dedica solo un timido pensiero, vaticinando che “nei prossimi due anni i treni TAV collegheranno con tempi degni di un viaggio in aereo Napoli con Milano”, pur essendo ben conscio del fatto che fra Napoli e Milano oltre ad una miriade infinita di problemi si frappone il sottoattraversamento della città di Firenze che da solo comporterà anni e anni di pesanti lavori. Il TAV ad essere molto ottimisti potrà correre da Napoli a Milano forse fra 5 o 6 anni e non sarà comunque mai in grado di farlo con tempi anche solo assimilabili a quelli di un viaggio in aereo, dovendo contentarsi di avere come unica affinità con i voli l’elevato costo del biglietto.

Come sempre saranno i passeggeri, l’80% dei quali pendolari, a pagare sotto forma di disservizio sempre più acuto e generalizzato, il conto delle speculazioni messe in atto dallo Stato e dalle Ferrovie. Moretti afferma di guardare come esempio alla Francia e alla Germania, noi ci contenteremmo di aspirare ad un servizio ferroviario che rispondesse ai bisogni dei cittadini piuttosto che non alla fame di profitti della lobby del cemento e del tondino come è accaduto in questi ultimi 15 anni.