La Stampa, 13 Aprile 2006
TEMA PRIORITARIO IL SINDACO CONFERMA CHE LA SUA PRIMA
RICHIESTA A PRODI SARÀ DI FINANZIARE L’OPERA IN VALSUSA
Chiamparino e Fi uniti
dalla Tav
Gli azzurri a Pininfarina: «Se voti per
il governo, chiedi un impegno sull’Alta velocità»
Che cosa
chiederò, per prima cosa, al governo Prodi? Di finanziare l’Alta Velocità». Il
sindaco Chiamparino lo ha detto chiaro e tondo, «senza se e senza ma», ieri alla
presentazione della sua campagna elettorale. Sgombrando così il campo da ogni
dubbio: chi non vuole la Tav non starà nella mia coalizione. Con buona pace di
Rifondazione Comunista e Comunisti italiani che fino a ieri avevano posto un
aut-aut di segno contrario al sindaco: «O elimini quella parte o noi non ci
siamo». Se ne discuterà in una riunione oggi pomeriggio a Palazzo civico.
D’altra parte, Chiamparino aveva anticipato la sua scelta nel programma
2006-2011: a pagina 18 (delle 40) il sindaco uscente sostiene la realizzazione
dell’opera. Rispetto a chi gli evidenzia la contrarietà di Rifondazione
comunista, precisa: «Non posso togliere la Tav dal programma elettorale perché
non posso smentire cinque anni di lavoro». Aggiunge: «La soluzione va
individuata nel lavoro che l'Osservatorio di Palazzo Chigi sta svolgendo in Val
di Susa... se emergeranno ostacoli insormontabili di tipo ambientale, logistico
o di finanziamenti, si può discutere: diversamente, no».
Chiamparino si trova così in sintonia con i senatori piemontesi di Forza Italia
Enzo Ghigo, Lucio Malan, Lorenzo Piccioni, Gilberto Pichetto, Aldo Scarabosio e
Giuseppe Vegas che ieri hanno rivolto un appello al senatore a vita Sergio
Pininfarina (fino al 2004 presidente della Conferenza intergovernativa per
l’Alta velocità) il cui voto potrebbe essere determinante per la fiducia al
nuovo governo: «Caro Pininfarina, se deciderà di votare Prodi chieda
l’inserimento esplicito della Tav nel programma di governo». Nella lettera
aperta si legge che, anche se il mandato di Pininfarina «non è strettamente
vincolato a un territorio», i suoi legami con il Piemonte sono così forti da
poter «ispirare la sua iniziativa». «Per questo ci rivolgiamo a lei - scrivono i
senatori piemontesi di Fi - perché se, come sembra, il governo dovrà ottenere la
fiducia sulla base del voto dei senatori a vita, la sua decisione sul voto di
fiducia sia guidata da un problema che è centrale per il Piemonte e non solo:
l'alta velocità Torino-Lione e l'intero corridoio 5 est-ovest. Non ci
soffermiamo a segnalare la rilevanza strategica di quest'opera per la nostra
Regione e per l'Italia intera perché lei potrebbe spiegare il ruolo fondamentale
che la Tav può avere per lo sviluppo del nostro Paese e del Piemonte». Il
senatore Pininfarina per il momento non ha risposto.
Il confronto sulla Tav si ri-annuncia duro all’interno del centrosinistra, in
una campagna elettorale senza interruzione (il segretario del Pdci piemontese,
Vincenzo Chieppa, oggi, chiederà la modifica del progetto). Il risultato
politico di domenica scorsa può portare a interpretazioni diverse. Rende l’idea
della posta in gioco anche la considerazione, pur strumentale, di Agostino
Ghiglia (An): «I Verdi, Rifondazione e Pdci oscillano tra il 12% ed il 14% dei
voti. Ciò significa che senza la sinistra estrema, il sindaco va a casa più
veloce... della Tav».
Per contro, il Comitato Promotore Transpadana fa rilevare che i risultati della
consultazione politica in Valle Susa premiano i partiti, di centrodestra e
centrosinistra, che si sono pronunciati espressamente a favore della nuova linea
tra Torino e Lione: elencano Forza Italia, An, Udc, Ds, Margherita, Rosa nel
Pugno, che in Bassa Valle hanno il 63% dei consensi contro il 32% dei partiti
contrari e «in Alta Valle, la percentuale è ancora più netta.. Il fatto è che
sono maggioranze diverse rispetto a quelle con cui Prodi e Chiamparino intendono
lavorare.