La Stampa, 02 Aprile 2006
GRANDI RETI L’IMPEGNO DI BRUXELLES PER LA LINEA
TORINO-UNGHERIA. LUNARDI CONTENTO. DE PALACIO: E’ ANCORA POCO
Un miliardo per il Corridoio 5
Maurizio Tropeano
TORINO
Un miliardo di euro, cinquecento milioni in meno di quelli richiesti dalla
coordinatrice per il Corridoio 5, Loyola De Palacio. E’ l’impegno preso dal
vicepresidente dell’Ue e commissario ai Trasporti, Jacques Barrot, nel corso di
un vertice con il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e la stessa De
Palacio. Le risorse europee, però, non serviranno solo per la realizzazione
della Torino-Lione ma anche per il nodo transfrontaliero tra Italia e Slovenia e
poi tra la Slovenia e l’Ungheria. Il ministro Lunardi canta vittoria: «E’ un
altro obiettivo raggiunto, frutto dell’impegno del governo durante il semestre
europeo che dimostra quanto chiesto e ottenuto da questo Governo».
Molto più cauta la De Palacio: «E’ troppo presto per affermare se quella somma è
sufficiente per l’intera opera. Il negoziato sta andando avanti e dobbiamo
aspettare la sua conclusione. Sono fiduciosa perché il commissario europeo
Barrot è molto impegnato ad andare avanti per realizzare il Corridio 5». Dunque
la De Palacio prende tempo e non scioglie la riserva lanciata alcune settimane
fa: «Io ho posto come condizione per continuare il mio lavoro che l’Unione
Europea mettesse a disposizione una somma sufficiente per iniziare il percorso.
Quella somma è di 1,5 miliardi. Lo ripeto, sono fiduciosa». Fiducioso si mostra
anche il ministro Lunardi, che fa notare come l’impegno del commissario Barrot
sia per reperire una cifra di «almeno» un miliardo. In quell’almeno, secondo
Lunardi, si può leggere la possibilità di avvicinarsi alla somma richiesta dalla
De Palacio.
Insomma, tutto è rimandato al negoziato tra gli Stati e tra questi e la
Commissione Europea. «Il corridoio 5 è sicuramente uno dei tre progetti
strategici in materia di trasporti dell’Unione Europea - precisa la
coordinatrice - anzi credo che sia il più importante».
Se questo assunto è vero, allora, Bruxelles dovrebbe stanziare le risorse
richieste dalla De Palacio.
Il contributo
europeo è fondamentale per la realizzazione della Torino-Lione visto che coprirà
il 20 per cento del costo complessivo dell’investimento.(1)
Le notizie che arrivano da Bruxelles, comunque,
sono destinate ad influenzare le ultime fase della campagna elettorale italiana.
Il viceministro delle Infrastrutture, Ugo Martinat, segretario regionale di An,
attacca: «Non vorrei che dietro l'opposizione della Val di Susa ci sia puzza di
marchi, o meglio, di euro tedeschi. La Germania ha tutti gli interessi di veder
fallito il progetto Alta Velocità in Val di Susa perché il corridoio 5 verrebbe
così spostato sul loro territorio».(2) Accuse che, naturalmente, il movimento No
Tav respinge al mittente.
(1) Chi
pagherà il resto? I contribuenti italiani, ovviamente!
(2) Sul Sig. Martinat vedi:
Martinat indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla TAV, da 'La Stampa' del
16.12.2005. In ogni caso, le merci che viaggiano tra Est e Ovest
stanno già passando a nord delle Alpi (il commercio internazionale non aspetta
la Tav in Val di Susa), anche tra la Svizzera (che non fa parte della UE e
quindi non può accedere ai contributi) e l'Austria, che stanno già provvedendo
ad ammodernare le loro ferrovie senza tante storie e a bassi costi rispetto
all'italica TAV. In ogni caso poniamo una domanda: chi sarà quel fesso che,
dovendo far transitare delle merci sull'asse Est-Ovest, passerà (facendo una
deviazione assurda) dalla Valle di Susa, con l'aumento di tempi e costi che
questo comporta? Le cartine geografiche sono diventate un optional?
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