GRUPPO CONSILIARE “NO EURO”

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COMUNE DI ODALENGO GRANDE

 

PROPOSTA DI MOZIONE SULLA TAV TORINO-LIONE

 

Il Consiglio Comunale di Odalengo Grande

 

PRESO ATTO

che le ultime notizie giornalistiche danno per imminente l'avvio dei lavori per la realizzazione del tratto di attraversamento delle Alpi della Torino-Lione;

 

CONSIDERATO

-        che i Cittadini delle vallate alpine restano perplessi e contrari all'opera;

-        che i danni ambientali alle vallate alpine saranno gravi ed irrimediabili;

-        che l'opera impegna risorse enormi non certamente proporzionate rispetto ai benefici reali;

-        che, mentre si discute di alta velocità, per pochi, si smantella la rete ferroviaria locale, fondamentale per la tutela del territorio;

-        che le zone alpine interessate, qualora l'opera venisse avviata, sarebbero per anni vittime esclusivamente di disagi senza fruire di alcun beneficio;

-        che al termine dei lavori l'opera, qualora completata, risulterebbe obsoleta;

 

CONSIDERATO INOLTRE

che dietro la realizzazione dell'alta velocità in oggetto si annidano interessi enormi con grandi capacità finanziarie, grazie anche al fatto che l'alta velocità in Italia ha i costi chilometrici più alti di tutta l'Europa e che nulla è stato fatto o si prevede di fare per rivedere questo sistema perverso;

 

ESPRIME

-        tutte le perplessità sull'opera, sui costi, sui controlli degli stessi e sulle metodologie di realizzazione;

-        la piena solidarietà alle popolazioni interessate dall’opera;

 

INVITA

la Regione Piemonte:

-        affinché si rinvii l'avvio della realizzazione del progetto in seguito ad ulteriori approfondimenti e a doverose consultazioni popolari vincolanti;

 

Odalengo Grande, 29 agosto 2007

 

Maurizio Gasparello

 

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ODALENGO GRANDE, CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 SETTEMBRE 2007: TAV TORINO - LIONE

 

Non è questa la sede per approfondire tutte le problematiche collegate alla costruzione della TAV in Valle di Susa, sulle quali si è già detto e scritto molto: in particolare, decisamente illuminante risulta la lettura di questi due testi:

ai quali rimando per chi volesse farsi un’idea informata e consapevole sulla questione.

Qui mi soffermo brevemente su 5 aspetti di carattere generale che non riguardano solo le popolazioni direttamente interessate della Valle di Susa:

  1. PROBLEMA FINANZIARIO: il contributo della U.E. sul costo totale dell’opera è semplicemente risibile. Contrariamente a quanto strombazzato da anni dai sostenitori dell’opera, i privati non hanno nessuna intenzione di partecipare al suo finanziamento con capitali di rischio (il fallimento economico del Tunnel sotto la Manica ha lasciato il segno), ma sono ora le fondazioni bancarie, che hanno accumulato ingenti quantità di capitale grazie al sistema del signoraggio, che si propongono di sostenere la costruzione della TAV con la concessione di finanziamenti, sui quali matureranno enormi quantità di interessi passivi, interessi che saranno a carico dei contribuenti e che peseranno particolarmente sulle classi sociali più deboli e che, inoltre, assorbiranno le poche risorse pubbliche rimaste a disposizione dei territori più deboli, ossia quelli dei piccoli comuni rurali, collinari e montani;
  2. PROBLEMA POLITICO: ossia di questa politica totalmente asservita al dio denaro, per la quale si possono impunemente spianare interi territori, incuranti delle conseguenze che ricadranno sulle loro popolazioni in seguito agli stravolgimenti ambientali che ne deriveranno;
  3. LA POTENZA DELLE OLIGARCHIE POLITICHE E FINANZIARIE: le grandi opere non servono alla collettività, ma a permettere la concentrazione di grandi capitali in mano a pochi centri decisionali e alle poche persone che li manovrano. Si penalizza così la promozione delle piccole-grandi opere diffuse sul territorio che servirebbero ad un reale progresso sociale ed economico, come il riassetto della rete idrica degli acquedotti, il recupero dell’equilibrio idro-geologico del territorio, la diffusione dei piccoli sistemi di produzione di energia rinnovabile, la riqualificazione urbanistica ed immobiliare in funzione del risparmio energetico;
  4. INQUIETANTI ANALOGIE tra il caso dei carotaggi pilotati per la ricerca dell’amianto nel Musinè e quello della non corretta ubicazione dei 17 piezometri installati dalla Sorin ed utilizzati dall’Arpa per effettuare i controlli sulla contaminazione radioattiva delle falde dell’Acquedotto del Monferrato, che non consentirebbe di individuare la reale concentrazione di radionuclidi nelle falde, così come i carotaggi venivano effettuati dove si sapeva che l’amianto non sarebbe stato trovato;
  5. IL FARISEISMO DEI FALSI AMBIENTALISTI, portatori di quello che potremmo definire un effetto Nimby all’incontrario, per il quale il territorio e l’ambiente devono essere difesi solo a casa degli altri mentre, in casa propria, continua a comandare il feticcio della crescita infinita del P.I.L.

 

Alla luce di tutto questo, ritengo che un voto contro la TAV e, nel contempo, a favore della resistenza delle popolazioni della Valle di Susa, sia un atto non solo di solidarietà nei confronti di chi lotta per difendere la sua terra e la sua salute dai bassi istinti di rapina di chi detiene il potere, ma anche un manifestazione di volontà rivolta alla difesa di tutta la gente comune.

 

Maurizio Gasparello

Gruppo Consiliare No Euro