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Da "La Stampa" del 6 giugno 2007 Buongiorno di Massimo Gramellini Nei paraggi di una città del
Nord Italia (quella che sta in un angolo per non disturbare e ha un sindaco così
serio che oltre la cinta daziaria non se lo fila nessuno) è successo qualcosa di
minuscolo ma già enorme. Gli abitanti di alcuni paesi hanno sperimentato un
nuovo istituto di democrazia diretta: la rivolta di massa. In un luogo delizioso
chiamato Chieri, decine di venditori ambulanti hanno paralizzato il traffico per
contestare le nuove norme di viabilità. A Venaria, la Versailles italiana che
sabato riaprirà i giardini reali, quasi tremila persone hanno prosaicamente
firmato una petizione contro i bidoni della raccolta differenziata collocati nei
cortili, inducendo le Autorità a sospenderne la distribuzione. Ma è a Settimo
Torinese che la ribellione popolare ha celebrato la sua piccola Bastiglia. Il
sindaco è stato costretto a spegnere una telecamera che aveva inflitto con
imparziale ferocia oltre trentamila multe, dopo che l’intera cittadinanza si era
presentata davanti al Municipio per reclamare la revoca delle contravvenzioni,
trionfalmente ottenuta con un sacrificio di 2,8 milioni di euro per le casse
comunali. |
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