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La tassa occulta nella patente a punti
03 giugno 2007
L’aspetto forse più odioso che emerge dalla vicenda
delle “multe pazze” delle telecamere semaforiche di Settimo Torinese è quello
che concede, a chi può permettersi di sborsare ulteriori 250 euro (oltre ai 150
previsti dalla sanzione base), di farla franca con la decurtazione dei punti
dalla patente: i benestanti pagano e continuano a farsi i fatti loro, mentre i
poveri rischiano di restare a piedi oppure, nei limiti del possibile, dichiarano
il falso attribuendo l’infrazione a chi in famiglia non è ancora in zona rischio
con la sottrazione dei punti, a conferma del fatto che una norma immorale istiga
a comportamenti altrettanto immorali.
Giorni fa, mentre ero a colloquio con un alto
funzionario dello Stato e ho fatto presente questo aspetto della vicenda, mi
sono sentito rispondere che “se non tutti possono permettersi di mantenere
un’automobile possono anche andare in bicicletta o a piedi, come già fanno in
molti”, a conferma dei miei sospetti secondo i quali:
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l’aumento dei controlli sulle strade effettuato con
le telecamere anziché con gli agenti di polizia giudiziaria, oltre a
permettere di comminare un numero più elevato di contravvenzioni in assoluto
(in barba alle sentenze della Cassazione e all’obbligatorietà dell’azione
penale), è funzionale al fatto di creare le condizioni affinché il meccanismo
del balzello dei 250 euro possa entrare in funzione: in caso di multa
contestata dagli agenti al momento all’infrazione, infatti, il conducente
viene identificato (e magari è così anche possibile scoprire se si trova in
flagranza di reato perché alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di
stupefacenti...), per cui i punti vengono tolti senza se e senza ma,
mentre con le telecamere la multa arriva a casa dopo mesi (magari insieme
ad altre due o tre) e si possono aprire i giochi del pago, non pago o come
faccio a non pagare dichiarando il falso ed evitare la sospensione della
patente;
-
il sistema delle
multe comminate a raffica con le telecamere e relativo sovrapprezzo salva
punti è equiparato, nelle menti di chi detiene e amministra il potere della
pubblica amministrazione, ad un normale costo di gestione dell’automobile
(distribuito però in maniera del tutto casuale: a chi tocca tocca);
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tale sistema
costituisce pertanto una forma di tassazione occulta, voluta dallo stato
centrale affinché i comuni possano avere uno strumento legale per potere
spolpare a piacimento i loro sudditi (pardon, Cittadini), un vero e proprio
meccanismo di esproprio al quale le amministrazioni comunali più spudorate ed
affamate stanno attingendo a piene mani; il vantaggio, dal punto di vista
dello stato romano, è quello di avere così meno pressioni da parte dei sindaci
quando si tratta di trattare sull’importo dei trasferimenti ai comuni, in
quanto questi ultimi possono direttamente “attingere” con destrezza alle
tasche dei loro sudditi (pardon, elettori) con la tassazione occulta in
discorso.
La faccia feroce del potere, che si mimetizza dietro le
maschere delle parole d’ordine della solidarietà, dell’accoglienza,
dell’uguaglianza e quant’altro, di fronte alla fame di denaro si appalesa in
tutta la sua perversa rapacità. Che poi il caso più clamoroso di vessazione
tramite il sistema panottico delle telecamere semaforiche ed annessa tassa
occulta sia avvenuto in una città dove la sinistra, sempre pronta ad ogni piè
sospinto a riempirsi la bocca con l’equo ed il solidale, ottiene percentuali
elettorali da regime bulgaro, è un fatto che dovrebbe indurre a qualche serena
riflessione anche coloro che sono fermamente convinti di appartenere alla parte
migliore del paese.
Maurizio Gasparello
Movimento No Euro
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