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Chi ha redatto la velina trasmessa alla stampa contenente tutte queste baggianate, ignora o fa finta di ignorare che:

  1. la linea storica e la linea TAV hanno sistemi profondamente diversi di elettrificazione e ad oggi non esistono motrici tradizionali che possano viaggiare su una linea TAV; le linee TAV utilizzano un sistema di alimentazione a 25.000 Volt in corrente alternata (a differenza delle linee ferroviarie ordinarie che funzionano a 3.000 Volt in corrente continua), e solamente le motrici ETR di seconda generazione con politensione (neppure il TGV francese) possono correrci sopra. Le motrici ETR con politensione sono treni che possono viaggiare ad oltre 300 Km/k e costano una fortuna, mentre il servizio interregionale o quello metropolitano viene effettuato da motrici completamente differenti che funzionano a 3.000 Volt in corrente continua, che mai e poi mai potrebbero funzionare sulla linea TAV;

  2. l'ipotesi di deviare gli interregionali sulla linea TAV Torino - Milano in ogni caso certifica il fallimento del progetto TAV: tale linea, oltretutto ancora da terminare, è costituita da una coppia di binari protetta da una lunga muraglia che corre senza nessuna interconnessione con la linea storica, per cui un tale ripensamento a cantieri ancora aperti la dice lunga sul fatto che chi ha voluto il TAV è socialmente pericoloso anche quando gioca con i trenini della Rivarossi: chi pagherà per mandare all'aria una linea ferroviaria progettata per un certo tipo di traffico e che è già stata sconfessata ancor prima di essere conclusa?;

  3. in nessun paese al mondo sulle linee TAV passeggeri corrono pesanti treni merci TAC, in quanto un'infrastruttura progettata per leggeri treni superveloci non è in grado di ospitare enormi e pesantissimi convogli merci se non al prezzo di pregiudicare lo stato dell'infrastruttura stessa. Neppure in Italia, contrariamente a quanto viene propagandato, i treni merci TAC potranno mai usare le infrastrutture per il TAV passeggeri: la prova è che fino ad oggi sulle infrastrutture del TAV non è transitato un solo treno merci e chi si occuperà di gestire il servizio in futuro, come NTV, lo farà preoccupandosi esclusivamente dei passeggeri (http://ilcorrosivo.blogspot.com/2008/07/bufale-in-diretta-sul-tg1.html);

  4. qualcuno dovrebbe spiegare, dati alla mano, come fa un interregionale a restare un interregionale se viene deviato su una linea dedicata ai treni metropolitani e deve farsi una ventina di fermate tra Chivasso e Torino;

  5. attendiamo comunque con trepidante attesa di prendere visione del progetto esecutivo relativo al progetto/scarabocchio di cui sopra, con particolare riferimento alle interconnessioni tra la linea storica, trasformata in servizio ferroviario metropolitano, e l'attuale TAV Torino - Milano, dove i treni merci e gli interregionali potranno scaracollare liberi e felici da una modalità di rete ferroviaria all'altra, e di verificare l'impatto sul territorio di tali modifiche da nulla.

Noi temiamo che, al progetto sopra esposto, manchino almeno due coppie di binari: una per fare passare i treni merci e l'altra per fare passare gli interregionali, visto che il servizio ferroviario metropolitano può ricevere solo i treni locali e che la linea TAV passeggeri può funzionare solo per i TAV passeggeri (con buona pace della pubblicità di Trenitalia che continua a spacciare la TAV/TAC come una linea compatibile merci e passeggeri: le linee TAV esistenti, in costruzione e in progettazione in Italia sono solo TAV passeggeri, così come il TGV in Francia).

Gli scopi di questa propaganda sulla metro Torino - Chivasso, che sarebbe realizzata in sinergia con una non meglio precisata TAV/TAC in Val di Susa, sono pertanto quelli di:

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vendere fumo in pianura per screditare l'azione dei No Tav in Valle;

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fare un po' di vetrina ai politicanti e al Commissario del Governo per la Torino - Lione, tutti profumatamente mantenuti dai Cittadini, che vengono ripagati con queste prese per i fondelli (giustamente, visto che non reagiscono);

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fare una bella pubblicità alla futura "Laguna Verde" di messer Tronchetti Provera, ossia ad un quartiere da 10.000 abitanti che si incuneerà tra Torino e Settimo Torinese sull'attuale area Pirelli, con le conseguenze di impatto ambientale e sulla viabilità che vi lasciamo immaginare. Il fatto che l'idea del servizio ferroviario metropolitano, attualmente residente tra l'onirico e il delirante di chi ha avuto il coraggio di formularla con le contraddizioni sopra evidenziate, già preveda in bella evidenza una fermata per la "Laguna Verde", dimostra quale mare di balle il potere sia disposto a raccontare per valorizzare a priori le velleità di speculazione immobiliare del finanziere di turno.

Occorre tuttavia riconoscere che Torino, sotto quest'ultimo punto di vista, ha dato il buon esempio con la costruzione della metropolitana sotto Corso Francia (1) (che era già abbondantemente servito da mezzi pubblici di superficie), avente quale scopo reale quello di valorizzare gli adiacenti terreni dell'ex-campo volo e di Alenia Areonautica (2) in Corso Marche.

Concludendo, ribadiamo che il vero significato dell'acronimo T.A.V. è TAVanate A Valanga.

Maurizio Gasparello

Movimento No Euro

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(1) linea che perde oltre 20 milioni di euro all'anno per scarsità di passeggeri, al punto che l'informazione di regime preferisce non parlarne più - nonostante sia stata a suo tempo presentata come la panacea di tutti i mali della viabilità torinese - se non quando costretta dai rischi di crolli che hanno recentemente interessato gli stabili ubicati sopra gli ultimi cantieri in corso.

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(2) Da: http://www.paginedidifesa.it/2008/pdd_080302.html

Pagine di Difesa, 3 marzo 2008



 

Finmeccanica conferma la propria strategia industriale di espansione in Piemonte attraverso il trasferimento delle attività torinesi di Alenia Aeronautica da Corso Marche a Caselle e, insieme al Comune di Torino, presenta il progetto per la riqualificazione dell’area di Corso Marche che continuerà ad ospitare gli stabilimenti di Thales Alenia Space (joint venture tra Thales e Finmeccanica). Questo progetto è la testimonianza delle capacità tecnologiche presenti sul territorio torinese e la conferma della forte presenza del Gruppo Finmeccanica in Piemonte.

Il piano prevede il trasferimento delle attività progettuali di Alenia Aeronautica da Corso Marche a Torino Caselle (sede produttiva, di integrazione, ingegneria e prove di volo), dove saranno realizzati anche nuovi edifici e potenziati quelli esistenti. Il trasferimento risponde all’esigenza del Gruppo Finmeccanica di completare il proprio percorso di unificazione dei processi industriali: Caselle sarà quindi il ‘Polo tecnologico produttivo integrato’ con il quale Alenia Aeronautica intende rafforzare e ottimizzare il proprio apparato industriale in Piemonte, in una logica di forte integrazione e complementarietà, creando una continuità tra simulatori e velivoli, progettisti e piloti.

Contemporaneamente è prevista la riqualificazione e valorizzazione dell’area dismessa da Alenia Aeronautica in Corso Marche attraverso un percorso compatibile con l’esigenza di decongestione industriale delle aree urbane. Il nuovo quartiere, promosso da Finmeccanica con il supporto dello Studio Amati architetti, è frutto di una innovativa operazione industriale ed urbanistica, coprirà un’area di circa 250mila mq e sarà una realtà originale per concezione architettonica: un’area urbana duale con un polo tecnologico industriale, un centro universitario, una zona residenziale e commerciale, valorizzata da ampi spazi pubblici pedonali e aree verdi.

Concepito come luogo di aggregazione e di incontro, il nuovo quartiere accoglierà edifici multifunzionali e rappresenterà un’occasione straordinaria per Torino e per la sua vocazione di città-capitale. Il Distretto aerospaziale, con un superficie di circa 25mila mq, accoglierà imprese aerospaziali che opereranno in sinergia con Thales Alenia Space, che conserverà i propri stabilimenti in Corso Marche.

Il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, ha così commentato: “Questo progetto è un’ulteriore conferma della presenza industriale del Gruppo in Piemonte e della volontà di Finmeccanica di dialogare e di vivere un proficuo rapporto di scambio con le città, il territorio e le comunità che ospitano gli stabilimenti delle proprie aziende. Il progetto di Corso Marche dimostra anche come la vocazione all’innovazione tecnologica del Gruppo si coniughi con la tradizione e con la presenza storica di Finmeccanica a Torino e nella regione: il rinnovamento delle strutture aziendali, necessario per competere a livello internazionale, favorirà la valorizzazione, la rivalutazione e la restituzione alla città dei vecchi quartieri industriali”.

Il trasferimento delle attività di Alenia Aeronautica da Corso Marche a Torino Caselle dovrebbe essere completato entro il 2010, mentre le opere di riqualificazione dell’area di Corso Marche dovrebbero terminare nel 2015-2016.

Fonte: Finmeccanica