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La lettera del Sig. Osvaldo Toldo pubblicata su "La Nuova Periferia" del 3 settembre 2008
NO ALL’INCENERITORE CON RAGIONEVOLEZZA
Il nostro sindaco, come tutte le persone di questo mondo, ha mille pregi e difetti ma il suo difetto principale, a mio avviso, è quello di incaponirsi a volte su strade e binari senza uscita che possono solo portare allo scontro frontale.
Ora, proprio per evitare il ripetersi di questa situazione, proviamo a ragionare sull’inceneritore in maniera costruttiva.
Comprendo benissimo che la costruzione dell’inceneritore (o termovalorizzatore) sul nostro territorio possa portare benefici economici alle casse comunali e quindi tutti noi cittadini nel breve periodo potremmo beneficiare (in termini di miglior servizi, minori costi, non lo so) di quest’entrata che in periodo di crisi economica non è sicuramente trascurabile.
Il problema è stabilire invece se, al di là degli interessi economici,questa è veramente l’unica strada perseguibile.
Rimangono ancora tutti da verificare infatti gli impatti ambientali e le ricadute sul nostro territorio di tale soluzione, e ricordiamo che il nostro comune ha già pagato per anni le conseguenze della concentrazione smisurata di industrie (un esempio per tutti: la Farmitalia) e solo negli ultimi anni ne stava faticosamente uscendo fuori grazie ad una riqualificazione della nostra area.
Io penso che il grande sforzo fatto negli ultimi anni in termini di sensibilizzazione dei cittadini verso la raccolta differenziata e che ha portato (dopo un inizio travagliato) ad ottimi risultati ed ottime percentuali nello smaltimento rifiuti debba essere premiato ed incoraggiato piuttosto che vanificato con una scelta che va esattamente nella direzione opposta.
L’inceneritore io lo vedo come soluzione temporanea ed obbligata in condizioni di emergenza (vedi la Campania) ma sicuramente non come soluzione a medio-lungo termine.
Vale dunque la pena analizzare con serenità i risultati di enorme positività che la raccolta differenziata ha generato nell’ultimo anno ed i notevoli margini di miglioramento ancora presenti prima di prendere in considerazione una soluzione, ripeto, ancora tutta da verificare per gli impatti negativi sulla salute nostra e del nostro territorio.
Chiedo quindi al signor sindaco, prima di proseguire su una strada a senso unico, di convincere me e la cittadinanza (in maniera serena ed obiettiva) sulla necessità assoluta di questa soluzione e sulla altrettanto assoluta impossibilità di perseguire altre strada meno dolorose.
Osvaldo Toldo
La risposta di No Euro pubblicata su "La Nuova Periferia" del 1° ottobre 2008
Settimo Torinese, 3 settembre 2008
NON INCENERIRE SI PUO’ E SI DEVE
Con riferimento alla lettera del Sig. Osvaldo Toldo sul problema dell'inceneritore di Settimo, pubblicata a pag. 11 del vs. giornale del 3 settembre, voglio segnalare che la possibilità di intraprendere strade meno dolorose per lo smaltimento dei rifiuti esiste. Vi invio pertanto un estratto del Paragrafo sui megainceneritori tratto dal libro di Marco Cedolin, "GRANDI OPERE” (Arianna Editrice), regolarmente autorizzato dall'autore e in quanto tale pubblicato sul mio sito www.europadeipopoli.org, che tratta del TMB (Trattamento Meccanico Biologico), ossia di un metodo in grado di valorizzare realmente la risorsa rifiuto, con la creazione di numerosi posti di lavoro, basso investimento di capitale, effetti negativi sull'ambiente e sulla salute prossimi allo zero (esattamente il contrario dell'inceneritore voluto da Corgiat). “Una seria e virtuosa politica di gestione dei rifiuti non può prescindere da una riduzione alla fonte del volume degli stessi e da un cambiamento radicale d’impostazione nella produzione industriale. Nonostante fino ad oggi nel nostro Paese non sia stato fatto nulla in questo senso, il ricorso all’incenerimento dei rifiuti potrebbe comunque essere evitato fin da subito attraverso un’applicazione sistematica della raccolta differenziata e opportune pratiche di riciclaggio. Il “Trattamento Meccanico Biologico” (TMB) abbinato a un’efficace raccolta differenziata porta a porta, è in grado di rappresentare un’alternativa pratica all’incenerimento, estremamente più vantaggiosa sotto ogni punto di vista (…). Nel mondo esistono già 15 moderni impianti TMB e altri 20 sono in fase di costruzione. I più avanzati sono quelli di Sidney, in Australia, che è attivo dal 2004, quello di Amiens in Francia, di Munster e di Bassum in Germania e Vagron nei Paesi Bassi. Il TMB è, in sostanza, un’evoluzione maggiormente performante della vecchia pratica del compostaggio, all’interno di impianti in grado di coniugare le più raffinate tecniche di separazione meccanica con il trattamento della parte organica dei rifiuti. Se utilizzato a valle di una buona raccolta differenziata, che raggiunga il 60% del volume complessivo dei rifiuti (a Settimo Torinese siamo già oltre il 50%, come da dati della Seta S.p.A., n.d.r.), un moderno impianto TMB nel quale venga conferito il restante 40% è in grado di recuperare circa il 70% del materiale in ingresso, utilizzando sistemi di separazione meccanica sofisticati e ampiamente disponibili sul mercato, estraendo la frazioni riciclabili di vetro, plastiche dense, alluminio, acciaio, carta, cartone e pellicole di plastica. La frazione organica viene avviata a un trattamento anaerobico-aerobico e il biogas prodotto durante questa fase viene sottoposto a recupero energetico (…). La quantità finale di materiale da conferire in discarica sarà circa il 15% del volume complessivo dei rifiuti (dati dell’impianto di Amiens, in Francia, n.d.r.), mentre nel caso dell’incenerimento, che prescinde per forza di cose dalla raccolta differenziata (che priverebbe i megainceneritori dei materiali maggiormente calorifici), il 30% della massa dei rifiuti inceneriti si trasforma in ceneri, che devono essere smaltite. Il materiale derivante dal TMB sarebbe formato da inerti e da composti organici stabilizzati, con scarsissima capacità di percolazione e di emissione di odori molesti, con una potenzialità inquinante ridotta del 90% rispetto a quella del materiale in entrata, che potrebbero essere smaltiti in discariche per inerti o addirittura riutilizzati. Le ceneri derivanti dagli inceneritori sono invece rifiuti tossici, che necessitano di essere smaltiti in discariche per rifiuti speciali di tipo B1. Le emissioni di anidride carbonica e di gas serra di un impianto TMB sono notevolmente inferiori rispetto a quelle di un inceneritore, e il TMB, a differenza dell’incenerimento, non introduce sostanze tossiche nell’ambiente circostante. Il costo di realizzazione di un impianto TMB ammonta a circa ¼ della cifra necessaria per realizzare un piccolo inceneritore; si tratta di un impianto meno complesso e di più veloce costruzione e la sua dislocazione sul territorio non rischia di creare problemi di ordine sociale in virtù del suo scarsissimo impatto ambientale (…). Eliminando il ricorso all’incenerimento e incrementando al massimo la raccolta differenziata, anche attraverso opportuni incentivi economici, si potrebbe in breve tempo costruire un circolo virtuoso che, per mezzo della costruzione di moderni impianti TMB (…) riesca a riciclare la stragrande maggioranza dei rifiuti, conferendo in discarica solamente una piccola parte di essi – fino a meno del 10% - oltretutto sotto forma di materiali inerti e scarsamente inquinanti. Il tutto con un costo enormemente inferiore rispetto a quello dei megainceneritori e senza avvelenare l’aria e il suolo, con enormi benefici per l’ambiente e la salute delle persone e degli animali. Paradossalmente, proprio la minore movimentazione di denaro connessa a un sistema di questo genere lo rende scarsamente attraente per i grandi potentati economico-finanziari, che prediligono opere faraoniche come i megainceneritori, che permettono loro di gestire finanziamenti miliardari a proprio uso e consumo.”
La mail che abbiamo ricevuto dal Sig. Osvaldo Toldo Ho molto apprezzato la sua lettera al direttore de “LA NUOVA” di oggi relativamente al mio contributo precedentemente pubblicato il 3 Settembre sulla questione inceneritore a Settimo. Ho apprezzato soprattutto la chiarezza della esposizione sui temi trattati e, a questo proposito, mi piacerebbe conoscere lei ed il vostro movimento per fare quattro chiacchiere insieme sui destini della nostra città.
Grazie ancora Cordiali Saluti
Osvaldo Toldo
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