|
|
TAV e metropolitane: le bugie vengono a galla
da "La Nuova Periferia" del 7 gennaio 2009
Anche la stampa locale si sta accorgendo che qualcosa non funziona nel fumoso progetto che coinvolge il TAV e l'ipotetica metropolitana Settimo-Torino: l’articolo pubblicato su "La Nuova Periferia" del 7 gennaio 2009, intitolato “Così l’Alta Velocità potrebbe cambiare la vita (e gli orari) dei pendolari…”, inizia infatti finalmente a fare giustizia delle baggianate partorite dal convegno, svoltosi a Settimo il 5 giugno dello scorso anno, sulla realizzazione della Torino–Lione, al quale parteciparono il sindaco di Settimo Aldo Corgiat, il Presidente dell’Osservatorio Mario Virano e la solita pletora di Assessori e Presidenti che non mancano mai quando si tratta di tenere bordone alle sceneggiate per imbonire il popolo messe in opera da questo regime da basso impero. Nel resoconto del predetto incontro, fatto dallo stesso giornale il 10 luglio 2008 con l’articolo “Settimo – Torino in metro”, si poteva infatti rilevare che, grazie al TAV Torino – Milano, i settimesi avrebbero ricevuto in dono una bella linea metropolitana sul percorso della vecchia ferrovia, in virtù della possibilità di deviare il traffico dei treni merci ed interregionali sulla linea ad Alta Velocità, liberando così degli spazi per far transitare i treni del sistema metropolitano sui binari della ferrovia storica. Con la nostra lettera titolata “Settimo – Torino in metro: un mare di balle per una Laguna Verde” (parzialmente pubblicata su "La Nuova Periferia") avevamo rilevato le incongruenze tecniche di tale cervellotica trovata, il cui scopo reale era quello di gettare un po’ di fumo negli occhi dei cittadini per legittimare un’opera assurda, costosa e devastante per l’ambiente quale l’Alta Velocità, utile essenzialmente per pochi manager e professionisti malati di ipercinetismo, ma in compenso pagata da tutti, compresi i lavoratori e gli studenti pendolari che, per raggiungere Torino da Settimo con i mezzi pubblici, impiegano più tempo di quello necessario per andare da Torino a Milano con la “Frecciarossa” sparata ad oltre 330 km/h lungo la Pianura Padana. In altre parole: l'Alta Velocità è un’opera che interessa lo zero virgola della popolazione italiana, ma grava sulle tasche di tutti, mentre la sua unica eredità certa sono gli orrendi cavalcavia e la “grande muraglia” che hanno sventrato i territori solcati dal TAV. Per quanto riguarda specificatamente Settimo, occorre aggiungere anche l’abbattimento del vecchio cavalcavia sull'autostrada Torino-Milano di via Leinì, costruito appena due anni prima della sua demolizione e costato circa sei miliardi delle vecchie lire (ma qui occorre ricordare che il notaio di tale operazione fu l’ex sindaco Giovanni Ossola). Ora, con l'articolo del 7 gennaio 2009, anche la stampa inizia a rendersi conto del fatto che quella di deviare gli interregionali sulla linea del TAV era un’emerita corbelleria del duo Corgiat-Virano, tanto che non viene presa nemmeno in considerazione (anzi, emerge la preoccupazione del rischio che gli interregionali, spesso in ritardo, possano mandare nel caos tutto il sistema della linea storica allargata al transito dei treni metropolitani). La conferma che l'idea di utilizzare la linea ad Alta Velocità per fare transitare dei treni normali non sta in piedi ci arriva direttamente dalle Ferrovie dello Stato: dal loro sito internet, in data 29 ottobre, dichiarano infatti che “con l’AV le linee saranno specializzate. Ciò significa che i treni veloci correranno sulle linee veloci, mentre i regionali e metropolitani, grazie all’articolato sistema dei “passanti ferroviari” percorreranno le linee tradizionali”, con buona pace dei furbetti (profumatamente pagati dai contribuenti per farsi prendere in giro) che hanno provato a raccontare la frottola propagandistica dell’intermodalità tra i treni tradizionali e le linee ad Alta Velocità. Ma il punto dove, nell'articolo in discorso, si sfiora lo scoperchiamento della madre di tutte le menzogne, è quello in cui i suoi redattori si accorgono che, per sostenere il servizio ferroviario metropolitano, mancano alcune coppie di binari, soprattutto per i treni merci. In quel momento, infatti, giustamente rilavano: “Promessa mantenuta e pendolari soddisfatti? Solo sulla carta perché ci sono poche tracce per i treni merci: se l’incrocio tra l’Alta Velocità dalla Francia e la linea storica avverrà tra Stura e Settimo, i treni merci si riverseranno sulla linea storica per Chivasso e tutto il sistema salta”. Il guaio è che qui salta anche la megafrottola del “Corridoio 5”, ossia del mitico tracciato che dovrebbe consentire alle merci di andare da Lisbona a Kiev (e, perché no, proseguire fino a Pechino) con un’unica ferrovia TAC (Treno Alta Capacità) senza soluzione di continuità! Questo perché la linea TAC (merci) Torino – Lione e quella TAV (passeggeri) Torino – Milano c’entrano tra loro come i cavoli a merenda (e infatti anche gli articolisti hanno notato che le merci in arrivo dalla Francia con il TAV – ma sarebbe più giusto dire TAC - dovranno, dopo il nodo di Torino, tornare sulla linea storica), per cui tutte le storie che ci stanno raccontando sul mitico “Corridoio 5” senza il quale, secondo i suoi supporters, “resteremo isolati” (1) (non vediamo come, visto che i supermercati sono già pieni di merci che arrivano dai quattro angoli della terra…) altro non sono che delle sordide manovre mediatiche per giustificare l’accaparramento del finanziamento dell’Unione Europea per tale opera da parte dei politicanti nostrani, con il quale potranno foraggiare i loro affarismi (e quelli delle mafie) che gravitano intorno alle cosiddette “grandi opere”. A questo punto occorre ricordare che il finanziamento della UE coprirà a malapena 1/50 del costo totale della Torino – Lione, mentre il resto sarà prelevato dalle tasche dei contribuenti. Ragionando con la propria testa, e non con le menzogne preconfezionate dal regime, alla fine tutti i nodi vengono al pettine. Il tempo galantuomo e, un po’ alla volta, fa in modo che le bugie vengano a galla: finalmente anche la stampa locale è arrivata ad un passo da quella finale, ossia che la TAC Torino – Lione è solo un’ignobile montatura per giustificare l’ennesimo ladrocinio di stato su un’opera pubblica semplicemente inutile (delle quali del resto è piena la storia d’Italia) a danno dei cittadini, sia dal punto di vista economico che ambientale. Ma quello che troviamo particolarmente odioso è come la politica locale, anziché difendere il territorio dalle incursioni e dalle razzie dei cosiddetti “poteri forti”, non trovi niente di meglio da fare che approfittare dell’occasione per calare le carte delle sue speculazioni particolari non esitando, nel fare questo, a trasformarsi nell’ “amico del giaguaro”. Settimo Torinese, 9 gennaio 2009 Maurizio Gasparello Movimento No Euro
(1) Ultimamente il ritornello “senza la TAV in Valle di Susa resteremo isolati” è diventato fuori moda: probabilmente perché i sostenitori di tale scemenza si sono nel frattempo accorti che l’unica cosa sicuramente isolata sono i loro neuroni…
|
|
|